90° minuto a rischio chiusura: la rivolta via social contro la decisione della Lega Serie A

Pubblicato il autore: Emmanuele Sorrentino Segui
NAPLES, ITALY - AUGUST 27: Player of SSC Napoli Dries Mertens scores the 2-1 goal during the Serie A match between SSC Napoli and Atalanta BC at Stadio San Paolo on August 27, 2017 in Naples, Italy. (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images) 90° minuto

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90° minuto a rischio chiusura: è la triste e sconvolgente realtà che potrebbe consegnarci la nuova stagione di Serie A, quella targata 2018/19, nonché per i successivi tre anni.
La Lega della massima serie ha approvato nella giornata di ieri i nuovi pacchetti per la vendita dei diritti tv per il trienno 2018-2020 in seguito alla risoluzione contrattuale con l’emittente spagnola Mediapro: alla luce di questa nuova regolamentazione, si profilerebbe uno scenario alquanto apocalittico, con la storica trasmissione Rai, 90° minuto, che rischierebbe seriamente di porre fine alla sua esistenza dopo una lunga e felice carriera durata quasi cinquant’anni.
Il nuovo impianto normativo per la trasmissione delle gare della prossima Serie A prevede due sostanziali novità, una delle quali rivolta proprio alla trasmissione 90° minuto, iintrodotte nella fattispecie dai presidenti delle società: in primis, nessun operatore televisivo potrà acquistare e trasmettere l’intero campionato della massima seria, con la conseguenza che i singoli utenti, per poter avere accesso alle gare, dovranno giocoforza attivare due diversi abbonamenti; in secondo luogo, l’obbligo di trasmettere le immagini delle partite di campionato in chiaro solo dopo le ore 22.00 in televisione, ovvero tre ore dopo il fischio finale delle partite nel caso del digitale terrestre.
Ed è proprio quest’ultimo punto che entrerebbe a gamba tesa sulla storica trasmissione Rai, 90° minuto: un simile provvedimento metterebbe a rischio la sopravvivenza di un programma che, nel corso degli anni, ha consentito a milioni di tifosi visualizzare nell’immediato post – gara le gesta dei propri beniamini.

La Lega Serie A stravolge il modo di vedere le partite: addio 90° minuto e nuovi abbonamenti in vista

Oltre la paventata ipotesi di una possibile chiusura dello storico programma Rai 90° minuto, il più grande paradosso che deriva dalla nuova regolamentazione imposta dalla Lega Serie A è sicuramente l’obbligo di stipulare due diversi contratti per visualizzare l’intero campionato della massima serie. Nella fattispecie, salvo l’eventualità di accordi commerciali fra gli operatori titolari di licenza per la trasmissione delle gare, il singolo utente tifoso dovrà scegliere minuziosamente due tipologie di abbonamento per seguire la propria squadra del cuore per il prossimo triennio.
La Lega Serie ha messo in vendita tre diversi pacchetti con esclusive per prodotto, a pena che i diversi operatori delle telecomunicazioni non li acquistino tutti insieme: per cui la Mediaset Premium o la Sky di turno, giusto per fare un esempio, avrà l’obbligo, qualora ritenesse opportuno acquisire i diritti di trasmissione audiovisiva delle gare delle prossime tre stagioni di Serie A, acquistare un solo pacchetto, che prevederebbe nella fattispecie l’esclusiva per una sola parte delle gare del massimo campionato, non tutte.

Per i tifosi, oltre il danno della mancata fruizione dei contenuti relativi alla propria squadra del cuore, si profilerebbe persino la beffa della sostanziale impossibilità di seguire i cosiddetto highlights della gara in questione nemmeno al termine della sfida, attraverso la storica trasmissione Rai 90° minuto, quest’anno saggiamente condotta dal giornalista Alberto Rimedio, coadiuvato da Paola Ferrari e con commento tecnico di Mario Sconcerti.
Unica ancora di salvezza il diritto di cronaca per la trasmissione dei gol all’interno dei tg: un piccolissimo riconoscimento ai tifosi che alla stregua resteranno a bocca asciutta per il prossimo triennio, qualora le cose non dovessero realmente cambiare.
Si profila un’estate caldissima, tra possibili ricorsi alla magistratura da parte delle emittenti danneggiate dalle decisioni della Lega: di sicuro nella “rivolta” degli operatori delle telecomunicazioni capeggerà la Rai, la quale, con il duro intervento operato dai vertici del massimo campionato italiano di calcio sulla storica trasmissione 90° minuto, di sicuro vorrà far valere i propri diritti in ogni sede.

Si scatena la rivolta via social a favore di 90° minuto

La drastica decisione di penalizzare fortemente una trasmissione storica come 90° minuto ha fatto sin da subito scatenare il popolo del web, che attraverso i più comuni social network ha voluto esprimere il proprio dissenso in merito alle novità determinate dalla Lega Serie A.
Tra i più illustri oppositori della predetta decisione figura il direttore del Corriere dello Sport-Stadio, Ivan Zazzaroni, il quale ha voluto manifestare il suo disappunto in un tweet al veleno:

Sulla stessa lunghezza d’onda il commento del giornalista Giuseppe Cruciani, noto ideatore e conduttore del programma La Zanzara, il quale ha sottolineato l’evidente disparità di trattamento tra chi vede il calcio in pay tv e chi invece non può per probabili ragioni economiche. Ecco il suo pensiero: «Il calcio è di tutti è slogan senza senso. Chi paga va tutelato. Chi non paga vede i gol dopo le 22 o su internet. Che c’è di strano?»
Più critica la posizione di Cristiano Militello, noto inviato di Striscia la notizia, nonché ideatore e conduttore della rubrica Striscia lo striscione, annessa alla trasmissione creata da Antonio Ricci, che in un tweet ipotizza persino un calcio “a singhiozzo”:

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