Roma e Pallotta: ultimo stadio

Pubblicato il autore: Giuseppe Porro Segui
ROME, ITALY - MARCH 02: AS Roma President James Pallotta looks on during the Serie A match between AS Roma and Juventus FC at Stadio Olimpico on March 2, 2015 in Rome, Italy. (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

Foto originale Getty Images © scelta da SuperNews

Il fulmine a cielo sereno che ha sconquassato Roma due settimane fa circa, fa meno eco e paura ai sostenitori giallorossi (anche se c’è ancora chi è contrario sia allo Stadio della Roma che a James Pallotta) ed alla società Roma. Il caos di quando appena uscita la notizia aveva messo a soqquadro tutto l’ambiente, va placandosi mentre piano piano che si scava nell’inchiesta vengono fuori nuovi scenari e nuove rivelazioni, anche se sembra filtrare un cauto ottimismo. Partiamo dall’inizio e dai punti saldi dell’inchiesta, la Roma è parte lesa di una vicenda che speriamo con i tempi della giustizia italiana sia rapida nel trovare risposte per capire quello che dovrà succedere nel prossimo futuro

Ultimo Stadio
Dopo gli arresti all’inizio dell’inchiesta si continua ad indagare, ed al momento tutto sembra ruotare intorno al costruttore Luca Parnasi (in carcere) e l’ex presidente Acea, Luca Lanzalone (ai domiciliari). Luca Parnasi ex presidente di Eurnova (si è dimesso dalla holding proprio in questi giorni), avrebbe promesso soldi o incarichi in una sorta di “sistema clientelare” a chiunque si fosse trovato davanti nel corso d’opera che (uno volta finito) avrebbe dato al costruttore una grandissima visibilità in tutti i sensi non solo a Roma ma a livello globale. Luca Lanzalone (indicato come uomo vicino alla Sindaca Virginia Raggi) avrebbe dovuto fare da tramite, tra il costruttore e la politica per mettere la parola fine ad un iter che dura da troppo tempo, ed a visto cambiare tre sindaci di estrazione politica diversa (Gianni Alemanno del centrodestra; Ignazio Marino del centrosinistra; il Commissario Straordinario, Francesco Paolo Tronca; e per ultima la sindaca pentastellata Virginia Raggi) e per l’appunto un commissario straordinario. Cose che in nessuna metropoli si sono viste, portando alla luce un sistema che non fa una buona pubblicità all’Italia agli occhi di possibili investitori stranieri, dopo Tangentopoli e Calciopoli purtroppo per noi e per il nostro tanto bistrattato paese, aspettando che l’iter giudiziario faccia il suo corso ma non con i tempi della giustizia italiana altrimenti c’è il rischio di aspettare altri tre sindaci per veder forse la posa della prima pietra, anche se va detto che chiamarla inchiesta “Stadio della Roma” fa notizia, ma come già indicato sopra la Roma è parte lesa, e una volta accertato che l’iter progettuale è stato presentato e portato avanti nel rispetto della legalità, non dovrebbe esserci nessun altro ostacolo alla posa della prima pietra.

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Roma
I possibili scenari ora sono tutti da valutare, ma come già detto chiamarla inchiesta “Stadio della Roma” è una forzatura degli organi di informazione, visto che se come sembra il progetto è stato presentato nel rispetto delle norme e della legalità, accertato il tutto con una commissione d’inchiesta che potrebbe solo far slittare (6 mesi?) l’inizio dei lavori che ormai si aspetta da tanto, troppo tempo per portare non solo la Roma, ma il calcio italiano ai livelli dei migliori club mondiali visto che abbiamo ammirato sia in Brasile che ora in Russia degli stadi ultramoderni ed a misura d’uomo, contro i nostri obsoleti impianti, ormai vecchi e superati

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