Napoli-Milan, l’assessore Sgambati: “Il Napoli deve darci il 10% dell’incasso del San Paolo”

Pubblicato il autore: Emmanuele Sorrentino Segui
during the pre-season friendly match between SSC Napoli and OGC Nice at Stadio San Paolo on August 7, 2016 in Naples, Italy. de laurentiis

Foto professionale Getty Images© selezionata da SuperNews laur

Il rapporto tra il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis e il comune partenopeo non è per niente idilliaco: le parti si sono scontrate più di una volta e sempre con riferimento all’annosa vicenda dello stadio San Paolo, divenuto in questi ultimi anni il vero pomo della discordia.
In questi ultimi giorni si è assistiti ad un continuo botta e risposta tra i soggetti interessati, dai toni talvolta accesi: l’epilogo della vertenza in esame è giunto con l’acquisizione del Bari da parte di De Laurentiis, con annessa critica al vetriolo che poco è piaciuta all’amministrazione comunale del sindaco Luigi De Magistris.
La situazione poi si è ulteriormente ingigantita allorquando è comparso sulla scena l’assessore allo Sport dell’ente napoletano, Ciro Borriello, il quale, a tutela dell’immagine del primo cittadino e della sua Giunta ha voluto criticare l’operato del patron De Laurentiis, facendo emergere fatti davvero allarmanti.
Uno di questi è sicuramente la vicenda legata al pagamento del fitto dello stadio San Paolo al Comune di Napoli: la vertenza è davvero complicata e dai risvolti allucinanti a tal punto che si rischia di mettere in pericolo persino la disputa del match Napoli-Milan, valido per la seconda giornata del campionato di Serie A e di scena appunto nell’impianto sportivo partenopeo domani sera alle ore 20.30.

Leggi anche:  Cagliari: è ancora possibile la salvezza?

Caso San Paolo: cosa rischia De Laurentiis in caso di insolvenza?

A rincarare la dose in merito a questa intricata vicenda è il presidente della Commissione Patrimonio del Comune di Napoli, Carmine Sgambati, il quale, ai microfoni di Calcio Napoli 24, accende i riflettori su un problema che la società partenopea si trascina da tanto, troppo tempo: “Abbiamo più volte invitato la società Calcio Napoli in commissione – esordisce il presidente della commissione -. A Bari De Laurentiis ha trovato la sua convenienza. Anche noi volevamo trovare un imprenditore, ma il presidente in questo momento si sta rivelando un prenditore e non un imprenditore. Volevo sapere se anche un solo euro investito a Bari – continua Sgambati – viene dalla gestione del Napoli. Poi una volta portato il Bari in Serie A quale squadra venderà? Visto che entrambe non si possono tenere in prima categoria. Il Napoli pagherà il San Paolo a chiamata individuale – conclude -, questa non è dilazionabile“.

Leggi anche:  Copa de la Liga Profesional Argentina Zona A: il River Plate piega la capolista Colón e sale al secondo posto

La situazione sembra complicata a tal punto da inculcare nella testa dei tifosi partenopei il timore in merito ai possibili rischi sul prosieguo del campionato, a partire dalla prossima sfida interna contro il Milan. Così interviene Sgambati: “Il Calcio Napoli dovrà fare un bonifico del 10% dell’incasso scorporato delle spese del match. Se non avvenisse – sentenzia il presidente della Commissione –  vado dai Carabinieri e dirò che c’è un abusivo al San Paolo, si tradurrebbe in un danno erariale. De Laurentiis venga a ratificare la convenzione che gli stiamo ponendo da qualche anno“, conclude.
Almeno per il momento il problema non dovrebbe porsi in merito alla regolarità del match Napoli-Milan: come confermato infatti dallo stesso Sgambati il presidente De Laurentiis avrà un’altra possibilità prima che l’ente partenopeo informi l’Autorità Giudiziaria in merito all’utilizzo abusivo della struttura da parte della società azzurra.
Altro discorso invece riguardo alla questione biglietti di ingresso allo stadio, sul quale Sgambati ha un’opinione chiara e delineata: “I biglietti per il San Paolo non li vogliamo, io posso entrare con il mio tesserino senza problemi. Sabato vado in Curva A insieme alla mia gente pagando il biglietto. I margini ci sono per la convenzione, inviteremo di nuovo la società in commissione“.

  •   
  •  
  •  
  •