Serie A così non Var, gli episodi dubbi della 4.a giornata: Inter-Parma e non solo

Pubblicato il autore: Aldo Loviselli Segui
MILAN, ITALY - DECEMBER 27: The scoreboard shows the use of the new VAR system during the TIM Cup match between AC Milan and FC Internazionale at Stadio Giuseppe Meazza on December 27, 2017 in Milan, Italy.

(Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)

Inizio di campionato drammatico per i fischietti italiani e per la Var. Se il suo utilizzo è questo possiamo affermare che non ha modo di esistere. La FIGC e l’AIA hanno deciso un suo inserimento nel campionato italiano di Serie A nel 2017 per evitare polemiche e per aiutare gli arbitri impegnati sul terreno di gioco. Ovvio che un suo utilizzo così centellinato ed errato ha portato in superficie più lamentele che elogi. Il Var così non ha motivo di esistere.
Nella 4.a giornata di Serie A, tanti gli episodi dubbi.

Inter – Parma (arbitro Manganiello): mancano 2 espulsioni nette per parte, Gagliardini e Di Gaudio. Manca un rigore per i nerazzurri per fallo di mano di Dimarco su un tiro/cross di Perisic, ed infine il gran gol di Dimarco sarebbe viziato da una posizione di fuorigioco di due giocatori ducali, uno dei quali ostruisce la visuale ad Handanovic.

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Udinese – Torino (arbitro Valeri): la rete del vantaggio dell’Udinese, siglata da un bellissimo gol di De Paul è viziata da un evidente fallo di Fofana su Maité, che lo strattona per un braccio fino a trascinarlo per terra.

Juventus – Sassuolo (arbitro Chiffi): bisogna aspettare il novantesimo, con lo sputo di Douglas Costa su Di Francesco, per vedere sventolare il cartellino rosso per il giocatore juventino, ma la gomitata e l’intervento diretto sulla gamba del giocatore verde nero passano inosservati.

È chiaro che qualcosa ancora non va. La Var (presa in considerazione solo per: rigori, chiare occasioni da rete, fuorigioco, espulsioni) dovrebbe essere utilizzata diversamente e in più occasioni. Meglio perdere 2 minuti e andare ad osservare le immagini al monitor per essere sicuri delle proprie decisioni piuttosto che influenzare il risultato di una partita, falsandolo. Ovvio che il tutto viene fatto in assoluta buonafede ma la moviola in campo, il cui obiettivo era quello di abbassare le percentuali di errore fino allo 0%, non sta dando i frutti sperati, anzi.

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Rizzoli, a dire la verità, ad inizio campionato aveva tracciato la via affermando che gli arbitri avranno tutto il tempo necessario per prendere la decisione corretta andando a visionare le immagini eliminando così ogni qualsivoglia dubbio. Tuttavia questo non avviene con regolarità poiché i direttori di gara nell’80% dei casi si affidano al proprio intuito e a ciò che ritengono di aver visto. Ciò nonostante, l’arbitro da solo può fare ben poco. Infatti questa nuova tecnologia viene gestita dagli assistenti al Var, arbitri seduti in una stanza dello stadio con i monitor davanti pronti a valutare qualsiasi azione e chiamare al monitor, quando lo ritengono opportuno, il direttore di gara. Questo tuttavia si trova, nella maggior parte dei casi, solo nella teoria.

Sta di fatto che su 10 partite della 4a giornata, 9 disputate poiché nel Monday night ci sarà SPAL-Atalanta, solo 3 partite sono messe sotto i riflettori per errori ben evidenti.
La tecnologia, tra microfoni, goal line technology, Var, ha aiutato moltissimo gli arbitri migliorando le prestazioni degli stessi, ma ritengo che dovrebbero lasciarsi aiutare un pò di più per abbassare ulteriormente la soglia d’errore.

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