Juve,uno scudetto già vinto che non bilancia le aspettative in Champions

Pubblicato il autore: teros Segui

La Juve viola il S.Paolo e si cuce virtualmente sulle maglie l’ennesimo scudetto, capitalizzando con spietato cinismo gli episodi favorevoli di una gara, che non avrebbe meritato di vincere.
L’incontro,infatti, è stato dominato per lunghi tratti ( soprattutto nella ripresa) dagli azzurri di Ancelotti , protagonisti di una prova maiuscola, cui va ascritto l’unico demerito di non aver saputo concretizzare adeguatamente la significativa mole di gioco prodotta.
E’ innegabile tuttavia che la partita sia risultata pesantemente condizionata dall’espulsione di Meret, che ha orientato decisamente la gara in favore dei bianconeri, che hanno beneficiato di una determinante superiorità numerica.
L’intervento dell’estremo difensore partenopeo su Cristiano Ronaldo, a seguito di uno sciagurato retropassaggio di  Malcuit, ha infatti indotto il direttore di gara a sanzionare il portiere di casa con il cartellino rosso, suscitando non poche perplessità interpretative sull’azione di gioco.
La dinamica del presunto impatto rimane alquanto controversa. Il portiere del Napoli, infatti, una volta scavalcato dalla palla, solleva la gamba, ma non sembra toccare nel contrasto l’attaccante della Juve, che cade rovinosamente a terra, forse sbilanciato da Meret, ma dando l’impressione di trascinare il piede sinistro ben prima dell’eventuale contatto, quasi al limite della simulazione.
Probabilmente Rocchi ( ed Irrati al Var ) hanno ritenuto di punire l’intenzione, più che l’intervento del n°1 azzurro, ma lascia interdetti il fatto che il direttore di gara non abbia reputato opportuno visionare personalmente un episodio decisivo che, contrariamente ad una rilevazione obiettiva di fuorigioco, necessitava senza dubbio di una valutazione soggettiva.
O, forse, la fama e la personalità del fuoriclasse portoghese hanno generato un inconscio tributo di sudditanza psicologica, prevalendo sulla credibilità del giovane portiere partenopeo.

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Da quel momento in poi, la gara è sembrata sfuggire di mano all’arbitro, che ha espulso giustamente Pjanic nella ripresa, ma ha dispensato un numero eccessivo di ammonizioni ed ha concesso al Napoli un calcio di rigore non del tutto cristallino (questa volta verificando di persona il Var), a seguito di un fallo di mano di Alex Sandro, dopo che la palla sembrava aver colpito prima il petto del calciatore bianconero.
L’analisi finale della gara testimonia, comunque, di una Juve ancora convalescente dopo la batosta di Madrid che, nella seconda frazione di gara, si è arroccata sulle barricate a difendere il risultato, superando solo sporadicamente la linea mediana del terreno di gioco, senza mai calciare verso la porta di Ospina.
Il reparto offensivo bianconero, nella ripresa, è apparso totalmente evanescente, con Cristiano Ronaldo, visibilmente stizzito per l’atteggiamento rinunciatario della sua squadra, nelle vesti di mero spettatore della gara.
La retroguardia di Allegri, viceversa, è stata costantemente pressata dagli avanti e dai centrocampisti azzurri che hanno creato numerose occasioni da rete e mancato il pareggio, che avrebbero ampiamente meritato, solo per sfortuna e l’imprecisione di Insigne, che ha stampato sul palo il penalty del possibile 2 a 2.
Dal campo emergono alla fine elementi contraddittori, con la squadra soccombente che ha dimostrato più voglia, personalità ed iniziativa, rispetto alla formazione che ha ottenuto i tre punti .
Se, da una parte,la prestazione complessivamente positiva del Napoli costituisce un confortante elemento di valutazione per Carlo Ancelotti, in vista dei prossimi ottavi di Europa League, dall’altra l’opaca prestazione della Juve, premiata dal risultato oltre i propri meriti, rappresenta un significativo campanello d’allarme in prospettiva della gara di ritorno con l’Atletico Madrid, in cui sarà indispensabile ritrovare rapidamente la condizione psico-fisica
ottimale, per ribaltare un risultato sensibilmente compromesso dall’esito del match di andata.
Perchè la conquista dell’ennesimo scudetto non basterà a compensare il popolo bianconero nella malaugurata ipotesi di un nuovo fallimento in Champions.
Qualora venissero vanificate anzitempo le legittime ambizioni al trono continentale, cullate all’inizio della stagione dalla massa dei tifosi juventini, soprattutto dopo l’ingente investimento che ha portato all’ingaggio di Cristiano Ronaldo, allenatore e squadra non potranno invocare alcuna attenuante.

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