FC Barcelona – 4-4 a Vila-real in una partita pazza

Pubblicato il autore: Giuseppe Ortu


Sarebbe dovuta essere una serata placida per il Barça in casa della quart’ultima in classifica a quattro giorni dalla sfida casalinga contro l’Atletico, invece la dolce nottata si stava trasformando nel peggiore degli incubi.

A Vila-real, contro il submarino amarillo, Valverde ha deciso di effettuare qualche rotazione per risparmiare importanti minuti di gioco ad alcuni dei titolari. Messi, Piqué e Rakitic si sono accomodati in panchina, sostituiti in campo da Malcom, Umtiti e Vidal. La scelta era quella giusta. Il 6 l’Atletico per la finale della Liga, il 10 lo United per l’andata dei Quarti di Champions.

In effetti la squadra è partita subito con il piede giusto. In un quarto d’ora i blaugrana si trovavano in vantaggio per due reti a zero grazie ai goals di Coutinho (quinta rete in Liga. Non andava a segno dal Clasico d’andata) e di Malcom. Il numero 14 blaugrana dopo aver assistito il compagno di nazionale nella rete dell’1-o, ha raddoppiato con un bel colpo di testa a spiazzare il portiere avversario. Con il punteggio di 2-0 sul marcatore, ancora Coutinho protagonista. Questa volta il suo tiro ha centrato il palo.

Barça in dominio assoluto della gara e del risultato. Così è sembrato a tutti. Deve essere parso così anche agli azulgrana in campo se è vero che, da quel momento, la formazione di Valverde ha letteralmente staccato la spina. Fatto grave per una squadra che si trova nella fase cruciale della stagione. Ancora più grave se il calo di concentrazione e di intensità ha permesso di passare dallo o-2 a favore al 4-2 al passivo.
In questa fase di gara la squadra ha smesso di correre e pressare gli avversari, uscendo di fatto dalla gara. Ogni azione del Villareal è diventata potenzialmente letale. I giocatori del Barça parevano guardarsi intorno e non capire. Erano come frastornati e incapaci di riaccendere l’interruttore. I giocatori di casa avevano spazio e tempo per pensare, scegliere la soluzione migliore e duettare. I blaugrana, invece, erano sempre in ritardo nelle chiusure, a distanza di due/tre metri dall’avversario e totalmente passivi.

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Nel frattempo, sul risultato di 2-2, Valverde ha inserito Messi al posto di Coutinho. Il suo ingresso in campo ha tuttavia coinciso con la terza rete de los amarillos. L’argentino ha cercato di rivitalizzare i compagni, ma la squadra non girava più.

Come ogni partita pazza che si rispetti, anche quella de l’Estadio de la Ceramica era ben lungi dall’essere archiviata. Così arriviamo ai frenetici minuti finali. All’86’ l’arbitro decreta l’espulsione di Alvaro per doppia ammonizione, lasciando il Villareal in 10 uomini. Il Barça inizia a prendere d’assalto l’area avversaria. Al 91′, con i tre minuti di recupero che stavano correndo via insieme alle speranze culé di evitare una bruciante sconfitta, l’arbitro concede un calcio di punizione dal limite dell’area che il 10 blaugrana, il D10S del Calcio, trasforma con una precisione millimetrica facendo sbattere la palla sul palo e poi gonfiare la rete. 4-3. Mancava un minuto e mezzo e il Barcelona era ancora sotto. Al 92’40”, ad appena 20 secondi dal triplice fischio finale, sugli sviluppi di un corner calciato da Messi, Suarez si coordina alla perfezione su una palla respinta di testa dalla difesa di casa e calcia un destro al volo che miracolosamente si insacca alle spalle del portiere. 4-4! Il Barça festeggia la rete come se fosse stata quella di una vittoria, mentre i giocatori del Villareal, increduli, non riescono ancora a capire come hanno potuto pareggiare una partita che li vedeva sopra di due reti a meno di tre minuti dalla fine della partita.

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Valverde deve riflettere a lungo, e seriamente, su questa partita e sul suo svolgimento. Siamo nel momento clou della stagione, quando ci si gioca il destino di tutta una stagione. Questa di Villareal per un certo verso ha ricordato lo svolgimento della partita di Roma della scorsa stagione, compreso l’immobilismo e la passività dell’allenatore, incollato alla panchina, con lo sguardo in tralice, basito, pericolosamente muto, agghiacciato, impietrito. In quella tragica partita era parso una figura in cartone, incapace di reagire, perfino di respirare. Per lunghi tratti di questa gara, si è rivista l’immagine di quel Valverde, smarrito, senza reazione evidente.
La partita dell’Olimpico fu l’unica sbagliata dal tecnico, ma la più importante. Ora arriviamo nella fase della stagione in cui si tirano le somme, alla bottom line per dirla con gli americani. Non vorremmo, e non vogliamo, rivedere un altro Valverde come allora e come oggi, sopraffatto e incapace di emozioni. Non vorremmo che si presentasse la medesima situazione al traguardo dei Quarti di Champions. Non vorremmo scoprire definitivamente che Valverde cade sempre sul più bello, sulla linea del traguardo, nel momento del dunque, della verità. Nel momento in cui i vincenti vanno avanti; mentre tutti gli altri se la fanno sotto e si sciolgono. Forza Valverde! Facci vedere che sei diverso, che sei un vincente!

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Giuseppe Ortu

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