Fiorentina: il bilancio della stagione

Pubblicato il autore: massimiliano granato Segui

41 punti totali di cui soli 14 nel girone di ritorno. Due sole vittorie (peraltro fuori casa) sempre nel girone di ritorno, e nessuna rete segnata nelle ultime cinque gare. Sono questi i numeri impietosi della Fiorentina 2018/19, salvatasi all’ultimo momento, in virtù della vittoria dell’Inter con l’Empoli, poi retrocesso in serie B. L’ultima volta che la squadra viola si trovò a dover fare i conti con le zone basse della classifica fu nella stagione 2011/2012: in panchina si alternarono Sinisa Mihajlovic, esonerato dopo 10 giornate e 12 punti, con due sole vittorie all’attivo, Delio Rossi, esonerato dopo la rissa con Ljajic, e Vincenzo Guerini, che guidò la squadra nelle ultime due gare. Proprio la vittoria alla penultima giornata a Lecce (poi retrocesso), sancì la salvezza della Fiorentina, che chiuse il campionato a 46 punti. La stagione appena trascorsa è stata decisamente peggiore, nonostante un inizio incoraggiante, con 13 punti ottenuti nelle prime sette partite di campionato. Il girone di ritorno era iniziato con buoni auspici: in quattro gare due vittorie e due pareggi, di cui uno con il lanciatissimo Napoli. Poi pian piano il blackout. Un punto alto (anzi il più alto della stagione) è stato il clamoroso 7-1 con cui la Fiorentina ha sconfitto la Roma nel quarto di finale di Coppa Italia.  Questo dopo le polemiche per il rigore dato alla Fiorentina in casa con l’Inter. La squadra stenta, nonostante l’arrivo di Muriel. Molti pareggi, fino alla clamorosa sconfitta in casa col Frosinone, sull’orlo della retrocessione (che poi avverrà). Pioli si sente messo in discussione, forse troppo. Decide di far le valigie ed andarsene. Con dignità. La notizia è clamorosa ed anticipa già il futuro. Montella torna a Firenze, quasi quattro anni dopo l’ultima panchina datata 31 maggio 2015 (3-0 al Chievo, ndr) e in anticipo di qualche mese. Forse, come pensano molti, Pioli ha tolto il disturbo pensando anche a questo. L’ex allenatore di Catania, Roma, Sampdoria e Milan prende così in mano la squadra, ma impatta 0-0 con il Bologna di Mihajlovic. Si dirà che Montella non ha scelto i giocatori ma intanto, l’esordio è in sordina e non è un bel segnale, visto e considerato l’imminente ritorno di Coppa Italia. Si arriva così allo scontro con la Juventus, che proprio vincendo festeggerebbe l’ottavo scudetto di fila. A sorpresa la Fiorentina passa in vantaggio, ma dura solo mezz’ora. Alex Sandro pareggia ed un’autogol di Pezzella sanciscono il 2-1 finale per i bianconeri. Si dirà che la viola abbia mollato la presa pensando al 27 aprile, giorno della gara di Bergamo. Il 3-3 casalingo pesa ma basta una rete per portare la Fiorentina in finale. Come a Torino, la squadra viola passa in vantaggio (segna Muriel) ma subisce la rimonta orobica e la finale arride agli uomini di Gasperini. Da quel momento si spegne la luce: la Fiorentina gioca le sue partite ma perde sempre: di misura, ma perde. E si arriva al clamoroso: la Fiorentina si gioca la salvezza e la ottiene, pareggiando (in maniera scialba) con il Genoa, finendo al 16° posto, con soli tre punti in più dell’Empoli, in B per classifica avulsa. E il futuro? Nuova dirigenza in arrivo, idea Gattuso (ma pare sia una boutade) per la panchina viola. Ed una ricostruzione che dovrà, per forza, essere corposa. La sensazione è che sarà un’estate caldissima, anche e non solo in riva all’Arno.

 

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