Decreto Dignità, stop alla pubblicità sulle scommesse. Cosa cambia per la Serie A?

Pubblicato il autore: Giuseppe Biscotti Segui

Gli effetti del Decreto Dignità sulla Serie A. Ormai si vociferava da più di un anno la volontà del governo italiano  di combattere la dipendenza da gioco d’azzardo e di vietare ogni forma di visibilità alle aziende di scommesse. A partire dal 14 Luglio 2019, gli effetti del Decreto Dignità sono realtà e l’articolo 9 proibisce ogni forma di pubblicità, diretta e indiretta, relativa a giochi e scommesse, su qualsiasi mezzo o piattaforma: stampa periodica, quotidiani, televisioni, siti web. Se da un punto di vista etico si cerca in parte di debellare una piaga dei nostri tempi, i danni economici sono rilevanti non solo per il settore scommesse sportive. Si è stimato un mancato introito erariale di circa 500 milioni di euro per il prossimo triennio ma a pagarne le conseguenze saranno anche la Serie A e le pay tv. Quindici squadre su venti del nostro massimo campionato sono state costrette ad interrompere accordi di sponsorizzazione con perdite annuali di circa 35 milioni di euro. Il caso più eclatante è quello delle squadre romane che non potranno più avere sulle maglie ufficiali i loghi Betway Marathon Bet. Il settore delle televisioni perderà qualcosa come 150 milioni di euro di mancati ricavi pubblicitari annuali.

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Il Decreto Dignità colpisce la Serie A, cosa sarà vietato? 

Tutti gli operatori del settore dovranno rispettare alcune linee guida stabilite dall’Autorithy lo scorso 18 aprile: stop alle sponsorizzazioni di scommesse sulle maglie di calcio e a bordocampo, all’inserimento di prodotti pubblicitari legati al gioco nei programmi televisivi e nei film, vietati i gadget, l’organizzazione di eventi con premi, la pubblicità redazionale e quella, diretta e indiretta, effettuata sui social network. Il Decreto Dignità permette invece i servizi di comparazione di quote, gli spazi quote nei programmi tv o web sportivi, l’esposizione delle vincite, i servizi di indicizzazione web, le comunicazioni commerciali business to business, le fiere destinate agli operatori del settore, le comunicazioni di responsabilità sociale, le campagne informative sui rischi del gioco.

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