La Lega Serie A contro la pirateria: “Nuove misure per combattere gli abbonamenti illegali”. Cosa rischiano i trasgressori?

Pubblicato il autore: Giuseppe Biscotti Segui

Serie A e pirateria, gli effetti sull’economia. In Italia sono sempre di più i consumatori che disdicono l’abbonamento alle pay tv per sottoscrivere Iptv illegali che offrono la visione dei canali di Sky, DAZN Netflix ad una cifra compresa tra i 10 e i 15 euro mensili. Il calcio italiano è sempre più in ostaggio della pirateria televisiva, il fenomeno è sempre più crescente e sta causando conseguenze economiche negative in tutto il settore delle pay tv. I ricavi sottratti dalla pirateria sono stimati sopra il miliardo di euro, con 5.700 posti di lavoro a rischio e una perdita di PIL pari a 369 milioni di euro. Il tema è stato affrontato nei giorni scorsi anche durante il consiglio della Lega Serie A.

La Lega Serie A contro la pirateria. L’amministratore delegato De Siervo è intervenuto in conferenza stampa per illustrare una serie di interventi decisi per arginare il fenomeno sempre più crescente degli abbonamenti illegali. In particolare la Lega Serie A ha deciso di schierarsi con forza lanciando una campagna contro la pirateria: “Il lavoro si dividerà in quattro fasi: analisi e monitoraggio delle violazioni, attività legale, lobby e comunicazione. Per quanto riguarda il monitoraggio, aggiungeremo due sistemi a quelli attuali che permettono di individuare in maniera tecnica tutte le fonti di contenuti illegali sulla rete, anche quelli trasmessi sui social network. Stiamo cercando di individuare e punire queste attività criminose. Vogliamo spegnere alcuni siti e tutte le attività a loro collegate. Lanceremo campagne attraverso il nostro sito e in mezzo al campo, compresi i led a bordo campo. Vogliamo spiegare questa cosa nel modo migliore possibile. In Italia, un utente su quattro è pirata».

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La pirateria è illegale. Cosa si rischia?  Fino a 5 anni di carcere e un’ammenda amministrativa fino a 15.000 € per chi distribuisce il servizio illegalmente. Invece gli utenti finali, qualora scoperti dalla Polizia Postale e dalla Guardia di Finanza, sono accusati di violazione di diritto d’autore stabilito dall’articolo 171 e rischiano fino a 3 anni di carcere più un’ammenda amministrativa che varia dai 2.500€ ai 26.000€. Nell’ottobre 2017, infatti, una sentenza della Cassazione ha respinto il ricorso di un utente condannato per aver guardato la Pay Tv senza regolare abbonamento grazie al sistema del card sharing condannandolo a quattro mesi di reclusione e 2.000 euro di multa.

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