FC Barcelona – Ansu Fati e le differenze con Vinicius

Pubblicato il autore: Giuseppe Ortu Segui


Ansu Fati è il ragazzo prodigio del FC Barcelona di questa stagione. Dopo le due partite d’esordio in maglia azulgrana, il giovanissimo calciatore di 16 anni è stato aggregato definitivamente alla prima squadra e potrà essere sostanzialmente un nuovo acquisto del Barça. Fati, nonostante la pausa per le nazionali, non tornerà a giocare con i suoi vecchi compagni del Juvenil o con il Barça B. Non solo, ma come il suo compagno Carles Perez, anch’egli promosso in prima squadra, si alleneranno, si cambieranno e mangeranno con il primer equipo. Si tratta, conseguentemente, di una integrazione totale con la plantilla di Ernesto Valverde.

Fati è la rivelazione della temporada non solo blaugrana, ma anche di tutta la Liga. Con la rete realizzata a Pamplona, il ragazzo della Guinea Bissau, ma con passaporto anche spagnolo, ha stracciato tutti i record di precocità per un marcatore nella storia del campionato iberico. Fati si è convertito nel più giovane calciatore ad aver mai marcato in Liga.

Non solo goal. Il sedicenne del Barça è stato anche un elemento fondamentale nei pochi minuti giocati finora con la squadra. 12 minuti nella prima partita, quella del 5-2 casalingo contro il Betis, e 45′ contro l’Osasuna. Nella gara dell’esordio ha dimostrato di che parta è fatto, giocando nella fascia opposta a quella dove solitamente gioca nello Juvenil A. Nelle giovanili la sua fascia di competenza è la sinistra. Valverde lo ha mandato in campo per calpestare l’out di destra. Era la prima partita con la prima squadra, in casa, con un Camp Nou colmo fino all’orlo e alla sua prima convocazione. Ansu è entrato in campo come se nulla fosse, con una calma olimpica, come se in quella squadra, con quei compagni, in quello stadio ci avesse giocato già da una vita. Non ha sofferto l’emozione, e se l’ha sentita non l’ha fatta percepire all’esterno. Ha giocato, corso, trattato la palla e dialogato con i compagni in maglia blaugrana come un veterano. Da predestinato. Perché è questo che Ansu Fati è: un predestinato. Nella sua seconda gara, a Pamplona, è entrato con una situazione difficile nel punteggio. La squadra perdeva uno a zero dopo un primo tempo bruttissimo da parte dei suoi compagni. Non un solo tiro verso la porta dell’Osasuna. Valverde lo ha gettato nella mischia non in una situazione comoda. Non in un tessuto tecnico, ambientale e psicologico facile per un semi-esordiente assoluto. Ansu ha impiegato appena sei minuti per realizzare di testa la rete del pareggio del Barça. Non tutti i goal sono uguali e hanno lo stesso peso. Segnare la rete del 1-1 e raddrizzare una situazione delicata non è come realizzare un tre o un quattro a zero. Quella rete è stata maledettamente importante nell’economia della partita e di quel rateo di gara. Il ragazzo ha dimostrato, una volta di più di essere un predestinato, di accettare la sfida e di saperla gestire. Sopratutto, di saperla vincere. Certo, è presto per fare tanti elogi, per stendere tappeti rossi e attribuire patenti da crack. Ma di una cosa siamo certi. Questo ragazzo è un calciatore vero. Spetterà a lui, al suo ambiente familiare e amicale e al club fare in modo che cresca fino a diventare una stella. Fati è al Barça dall’età di 10 anni, proveniente dal vivaio del Sevilla. Un campione fatto in casa, dunque, come tantissimi creati dalla Masia. L’ennesima grande promessa a costo zero.

Tutto l’opposto di Vinicius del Madrid. Aquistato dal Flamengo per 65 milioni totali, soffiandolo al Barcelona con una offerta monstre per un ragazzo di allora 16 anni, il rendimento del ragazzo è stato decisamente al di sotto delle attese. Dotato di un buon passo e velocità, oltre che di una buona tecnica individuale, Vinicius manca assolutamente di concretezza, tiro a rete e controllo e misura dell’ultimo passaggio. Così si spiegano i suoi numeri. Lo scorso anno ha giocato 18 partite per un totale di 864′. Due assist e una rete realizzata nel 3-0 contro l’Alavés alla 22a giornata. In questa stagione il ragazzo 19 enne ha giocato le tre partite disputate dal suo club. 69, 33 e 16 i minuti disputati nei quali non ha ancora violato la rete avversaria o dato passaggi vincenti ai compagni. Il tiro è una delle sue maggiori pecche. Come si dice negli ambienti degli avvocati, Vinicius fa tanta gazzosa, intendendo con questa espressione colorita, bollicine, schiuma ma poco altro. Tutte chiacchiere e distintivo per citare De Niro – Al Capone ne Gli Intoccabili nella memorabile scena finale.

Il paragone tra i due ragazzi è ancora più disarmante ai danni del blanco se si pensa alla differenza di età, l’esperienza accumulata in campo e la loro differente effettività. In casa blaugrana è nata una stella.

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