FC Barcelona – Vittoria che vale gli ottavi. Dortmund ko

Pubblicato il autore: Giuseppe Ortu Segui

Lionel Messi of FC Barcelona during the match Real Madrid CF v Club Brujas , of UEFA Champions League, 2019/2020 season, Date 2. Santiago Bernabeu Stadium. Barcelona, Spain, 01 OCT 2019. (Photo by pressinphoto/Sipa USA)

Il Barça batte il Dortmund 3-1 in casa, allontana le paure e passa ai quarti da primo in classifica. Un primo tempo spettacolare che ha riportato per 45′ il vecchio Barça degli invincibili. Un primo tempo da Guardiola, e una ripresa alla Valverde, con il resultadismo dell’allenatore extremeno riportato a mantra assoluto del suo credo calcistico. Queste le due facce della partita di ieri notte.
I primi 45′ sono stati contrassegnati da un gioco veloce, leggero, con il pallone che restava tra i piedi dei giocatori blaugrana il tempo di un battito d’ali dei pappagalli che riempiono gli alberi della Ciudad Condal. Movimento costante degli uomini in maglia blaugrana a scacchi, linea altissima di difesa e pressing portato incessantemente e continuativamente fin sulla trequarti avversaria. Così il Barça è riuscito a neutralizzare la formazione di Favre, che tanto lo aveva messo in difficoltà all’andata, e a giocare nella metà campo avversaria per tutto il tempo, mostrando alla grada un gioco che da tanto, troppo tempo non si vedeva al Camp Nou, riportando le menti, i ricordi e le lancette dell’orologio della memoria al periodo pre-Tata Martino. Una gioia per gli occhi vedere giocare questa squadra sul manto erboso dell’Estadi. La difesa, in grave emergenza per le assenze contemporanee di Semedo, Piqué, Jordi Alba (infortunio, squalifica, infortunio), ha giocato in scioltezza grazie agli anticipi straordinari di Umtiti (un gigante su chiunque passasse dalle sue parti) portati fin oltre la metà campo del Dortmund. Conclusione, la squadra blaugrana ha difeso attaccando, sistemandosi nella metà campo avversaria, recuperando il pallone immediatamente dopo la sua perdita attaccando l’avversario in possesso del pallone e mai rinculando nella propria metà campo. Il risultato è dato dal possesso palla dei primi 45′: 55% Barça, contro 44% del BVB. Nella prima frazione di gioco sono arrivati i primi due goal. Di Suarez su assist di Messi dopo una azione tutta in velocità al 29′, e di Messi con un sinistro angolatissimo, su assist del Pistolero, al 33′. Da segnalare anche una rete del numero 9 uruguaiano annullata per fuorigioco millimetrico (ginocchio oltre la linea ideale) sullo 0-0. Anche in questo caso Messi aveva fornito l’assist vincente. Nei primi 45′ il Borussia Dortmund si è limitato a spaventare Ter Stegen nei primissimi minuti cin una azione ficcante salvata prima da una deviazione a terra del portiere tedesco, e poi da Umtiti sulla linea di porta sulla ribattuta. Per il resto i tedeschi sono stati letteralmente annichiliti dalla prova dei blaugrana.

Tutt’altro discorso nella ripresa. La partita dei bei tempi andati ha lasciato il posto al Valverde style. Rientrati in campo in vantaggio di due reti, invece che continuare ad assaltare il rivale barcollante continuando a portare la pressione altissima come nella prima parte, il Valverde pensiero ha preso il sopravvento e la squadra ha iniziato a tirare i remi in barca, iniziando a gestire il risultato. Che parolaccia per il credo calcistico catalano. La squadra ha retrocesso il suo raggio d’azione di 20, 30 metri. Se prima occupava stabilmente la metà campo avversaria, con i difensori che portavano l’anticipo quasi sulla trequarti offensiva, adesso la squadra stazionava nella propria metà campo, rintanata dalla trequarti difensiva e l’aria di rigore. Sono calati i ritmi e con essi i movimenti dei giocatori e la loro concentrazione. Si sono rivisti errori di misura tipici di questo discontinuo inizio di stagione e il Borussia ha iniziato a impossessarsi del pallone e della partita. Il Barça restava passivo a guardare i tedeschi fare girare la palla nel tentativo di trovare il pertugio giusto. In questa fase della partita raramente la formazione di Valverde ha pressato gli avversari, appiattendosi in un monotono falso controllo del risultato. Alla pericolosità aumentata del BVB, anche grazie all’inserimento di Sancho in squadra, ha risposto il solito, immenso Messi. Quando nella ripresa la formazione blaugrana ha spezzato il gioco dei gialloneri è stato solo grazie alle iniziative personali del 10 che ha inventato da suo pari, dando la scossa a squadra e pubblico, e costruendo alcune giocate memorabili. Tra queste, alcune palle al bacio per Griezmann. Una di queste è stata trasformata in rete dal francese con una stilettata rasoterra sul palo lontano che ha beffato il portiere in uscita. 3-0. Nonostante questo è stato il BVB che ha continuato a gestire il gioco. Al 77′ è giunta la rete di Sancho che ha fulminato Ter Stegen imparabilmente. I tedeschi hanno continuato a pressare e a creare pericoli e se la partita non si è riaperta completamente, mettendo a rischio la vittoria finale, è solamente grazie alla parata del portiere blaugrana, che a cinque dalla fine è riuscito a evitare la rete del 3-2 con una incredibile parata che ha fatto sbattere sulla traversa il pallone calciato ancora da Sancho.
La sofferenza della formazione blaugrana nella ripresa, grazie al pensiero speculativo e conservatore di Valverde, è manifestato dal dato del possesso palla dei secondi 45′. Il Borussia Dortmund ha menato le danze con il 61% di gestione della sfera contro appena il 39% del Barça. La percentuale blaugrana è passata dal 55% dei primo tempo al 39%. Questo la dice tutta circa l’atteggiamento attivo e propositivo della squadra nella prima metà di gara, e indolente e rinunciatario della ripresa. Valverde, dopo tre anni in blaugrana, non ha ancora capito che il Barcelona vince solo se gioca in velocità, in attacco e con una pressione altissima al fine di recuperare immediatamente il possesso di palla. Se decide di giocare all’italiana, al risparmio, pensando di speculare su uno striminzito risultato di vantaggio, la squadra si rilassa, si deconcentra, si addormenta e va in affanno contro chiunque. A capirlo!

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