FC Barcelona – Pareggio 0-0 in un Clasico vibrante

Pubblicato il autore: Giuseppe Ortu Segui


E’ finito 0-0 il Clasico tra Barça e Madrid. 90′ giocati con spirito battagliero dalle due squadre, sempre sul filo dell’equilibrio. Una partita tesissima in cui i due contendenti hanno dato l’impressione che l’equilibrio potesse essere rotto da una singola giocata, da un errore, da una genialità di uno dei 22 giocatori. La gara si è così dipanata sul filo della tensione per tutti i 95′. Tanta emotività che ha partorito, alla fine, uno 0-0 che conferma il Barça leader della Liga per differenza reti davanti proprio al Real Madrid.

I blancos hanno affrontato la sfida con un piglio migliore, mettendo in difficoltà il Barça a centrocampo. Maggiore la pressione de los de Zidane, migliore la corsa e la presenza di spirito in campo. Il Madrid è andato a prendere gli uomini di Valverde sin dall’area di rigore catalana, portando un pressing alto e asfissia te per quasi tutta la gara. Il Barça si è trovato in difficoltà sin dall’inizio, senza che il suo allenatore fosse capace di trovare le corrette contromisure. Così i blaugrana hanno subito la maggior baldanza e personalità dei rivali, e si sono trovati costretti a far di necessità virtù, difendendosi bassi, a volte con affanno, e  ripartendo in contropiede. Nonostante la maggior pressione dei ragazzi di Zidane, le occasioni più ghiotte sono state sui piedi dei giocatori del Barcelona. Con Messi (salvataggio di Ramos sulla linea) e Jordi (su assist di Leo con palla terminata di pochissimo a lato con Courtois battuto). Anche i blancos hanno avuto la loro chance clamorosa. Ma Piqué è stato lesto a salvare di testa sulla linea la rete del vantaggio madridista.

Con il Madrid più in palla e spavaldo, e il Barça spaventato, frenetico nel tentativo di dibattersi alla maggiore sicurezza degli avversari, è iniziata anche la ripresa. La seconda metà della gara è iniziata sulla falsariga dei primi 45′. Madrid che è parso migliore, e gli azulgrana in difficoltà a fare il .loro gioco. Come nel primo tempo, i blaugrana arrivavano quasi sempre in ritardo nei contrasti, la squadra appariva lunga e poco compatta. Mancava, inoltre, il pressing alto che avrebbe permesso alla squadra di portare in avanti la barra di 30 metri. In questa situazione in cui la formazione di Valverde si è ritagliato il ruolo di difendente e ripartente, al 55′ è entrato Vidal al posto di Semedo. Roberto è retrocesso nel ruolo di laterale destro e Arturo si è inserito in mezzo al campo come interno. Il cileno ha apportato il giusto elemento per una partita più da battaglia campale che da fiorettista. Calatosi subito nel ruolo, l’uomo dalla cresta impettita e spavalda si è subito metaforicamente rimboccato le maniche (giocava con la camiseta a manga corta) e ha dato il suo contributo in termini di corsa e aggressività. Ha rincorso gli avversari in ogni zona de la cancha, è entrato in scivolata, ha intercettato palloni, deviato la traiettoria di altri. Insomma, il solito lottatore. In uno di questi interventi ha anche sventato un pericoloso contropiede imbastito dai blancos che sarebbe potuto terminare in differente maniera senza la sua provvidenziale scivolata all’ingresso dell’area di rigore.

Una partita pareggiata sul campo dalle due formazioni, anche se vinta, in panchina, da Zidane nei confronti del suo omologo Ernesto Valverde. Piatto e limitato nella sua visione della gara, l’entrenador extremeno è stato salvato dai suoi giocatori. Il tecnico blaugrana ha sempre inseguito il suo avversario, dimostrando, se ce ne fosse stato ancora bisogno, di essere l’unico neo di questa squadra. Il pubblico presente lo ha chiaramente fatto capire, fischiando sonoramente il proprio allenatore per alcuni, interminabili secondi al triplice fischio di chiusura dell’arbitro.

Circa la cornice di pubblico che ha gremito il Camp Nou in ogni ordine di posto, l’Estadi ha mostrato un colpo d’occhio stupefacente all’ingresso in campo delle squadre con un mosaico meraviglioso come solo da queste parti si riesce a realizzare. Tre quarti di stadio blaugrana a strisce verticali e la zona della graderia centrale, opposta alla tribuna stampa, con la senyera dalle quattro strisce rosse. Un chiaro riferimento alle istanze indipendentiste di tutta la Catalunya, la città e tutto il barcelonismo. L’attesa manifestazione di Tsunami Democratics si è avuta nel secondo tempo, con il lancio, al minuto 11, di palloncini gonfiabili in campo. La partita è stata temporaneamente sospesa. All’ingresso delle squadre in campo, dopo le note dell’inno blaugrana, è partito, straordinariamente, il grido di independencia per diversi minuti. Una cosa decisamente fuori costume, giacché quel coro viene cantato solo al minuto 17 e 14” nei due tempi.

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