Lazio, non fermarti sul più bello

Pubblicato il autore: GennaroIannelli Segui

Lazio, vincere il derby per dimostrare di essere cresciuti

Undici vittorie di fila come solo i grandissimi avevano saputo fare. Col travolgente 5-1 inflitto alla Sampdoria la Lazio di Simone Inzaghi ha scritto di diritto il proprio nome negli annalli del nostro campionato. La squadra biancoceleste occupa ora lo stesso spazio di un “mostro sacro” come Sacchi, capace di inanellare un’eguale striscia di vittorie, ma col Milan “stellare” degli olandesi, e ora si appresta a superarlo per continuare a sperare in un traguardo che, solo due mesi fa, avrebbe rappresentato un’utopia: lo scudetto.
Per farlo, peró, dovrá ruscire indenne dalla battaglia piú ardua e insidiosa che gli si profili davanti: il derby della Capitale, la gara per eccellenza, che quest’anno si carica di un valore non solo simbolico: oltre alla supremazia cittadina che vincere un derby puó assicurare, c’è in palio, come detto, la possibilità di sfiorare le zone nobili della classifica e, al netto di una gara da recuperare, accarezzare seriamente il sogno di guardare tutti dall’alto al basso. L’occasione è di quelle ghiotte: l’Inter non sembra piú la schiacciasassi di qualche tempo addietro e la Juventus scende nell’inferno del San Paolo col rischio di rimanere ustionata.

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Lazio, il derby per inaugurare un ciclo ancora piú ambizioso

Vincere il derby, peró, non puó più essere considerata un’impresa, come dpesso accade sulla sponda biancoceleste. La sfida che Inzaghi deve lanciare ai suoi ragazzi é la seguente: riuscire a far diventare “ordinaria” una partita che, di solito, viene considerata fuori da ogni contesto. Nel match di domenica, dovrà contare il risultato, non l’effimera soddisfazione di battere il rivale cittadino. Pena, la possibilità che una sorta di appagamento si insinui tra i giocatori. È giá successo lo scorso anno, quando il 3-0 nel derby di ritorno sembrava poter fungere da trampolino di lancio verso la Champions League e fu invece il preludio di un crollo verticale. Per la Lazio, rullo compressore, capace di riscrivere la propria storia a suon di record, è giunto il momento di ampliare i propri orizzonti: non piú signori di Roma, ma magari d’Italia.
Va fatto per dare continuità ad una cavalcata inarrestabile che, dal pareggio con l’Atalanta, ha giá conosciuto l’apice della supercoppa e vuole ora esplorare nuove vette. Durante quei 15 minuti nel ventre dell’Olimpico, sotto 3-0 contro la Dea, qualcosa sembra essere scattato nella mente dei giocatori. Domenica potranno iniziare a dimostrarlo. Il derby è un crocevia fondamentale per il presente e per il futuro: un nuovo punto d’inizio che alimenti convinzioni ed ambizioni.

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