Emiliano Mondonico: due anni fa ci lasciava uno degli allenatori più amati

Pubblicato il autore: Andrea Riva Segui


Oggi sono esattamente due anni che Emiliano Mondonico (71 anni) ci ha lasciato a causa di un tumore che da anni si era impossessato di lui e nonostante la sua grande forza per debellarlo, alla fine si è dovuto arrendere. Basti pensare che ha dovuto sopportare quattro operazioni, l’asportazione di una massa tumorale di sei chili, di un rene, di un pezzo di colon e di intestino. Lui come al solito ce l’ha messa tutta con il suo grande spirito battagliero che lo ha sempre contraddistinto, prima da giocatore e poi da tecnico.

Mondonico, ricordi indelebili

Mondonico era un uomo passionale e sanguigno ed oltre a lasciare sua moglie Carla, le figlie Clara e Francesca e i nipoti Lorenzo e Gaia, ha lasciato tutti quei tifosi che gli hanno sempre voluto bene e non solo delle squadre con cui ha giocato o allenato, ma anche di quelli neutrali.
Lui nato a Rivolta D’Adda in provincia di Cremona il 9 marzo 1947, ha trascorso la sua carriera da attaccante vestendo le casacche di Cremonese, Torino, Monza ed Atalanta, mentre da tecnico ha avuto tante esperienze ottenendo anche grandi soddisfazioni vincendo un campionato di Serie C e uno di  Serie D con la Cremonese, formazione con la quale aveva esordito a 19 anni, ottenendo la Coppa Italia (stagione 1992-93) con il Torino nell’incredibile doppia finale contro la Roma (vittoria 3-0 al Delle Alpi e sconfitta all’Olimpico per 5-2 nel ritorno), senza dimenticare le tre promozioni in massima serie con Cremonese (83-84 dopo 54 anni di astinenza e dove lanciò un certo Gianluca Vialli), Atalanta (87-88) e Fiorentina (2003-04).
Possiamo dire che gli è mancata la ciliegina sulla torta che poteva essere la conquista della Coppa delle Coppe sfiorata in due occasioni: la prima con l’Atalanta che nella stagione 1987-88 disputava addirittura la Serie B e soltanto i belgi del Malines (poi vincitori di quell’edizione) stopparono Stromberg e compagni in semifinale; la seconda invece con il Torino quando nel 1991-92 soltanto tre pali nella finale di ritorno ad Amsterdam contro l’Ajax (0-0 il ritorno, dopo il 2-2 del match d’andata) fermarono la sua squadra ad un passo dalla storico trionfo. Il ricordo indelebile di quel match fu quando Mondonico alzò la sedia con tutta la sua forza durante il secondo tempo per protestare contro l’arbitro jugoslavo Zoran Petrovic che non concesse un rigore ai granata per un netto fallo sul difensore Roberto Cravero.

Terminiamo questo bel ricordo del grande Emiliano Domenico scrivendo che oltre ad essere un grande tecnico professionista era soprattutto amico e allenatore di tutti gli oratori d’Italia (lui cominciò a giocare a calcio proprio nell’oratorio del suo paese) e quando divenne testimonial del progetto calcio in oratorio del Csi (Centro sportivo italiano) si raccomandava sempre ai genitori dei bambini: “Una volta alla settimana andate in oratorio e giocate con i figli degli altri”.

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