FC Barcelona – Il club chiede un taglio del 70% degli stipendi; la squadra risponde con il 30%

Pubblicato il autore: Giuseppe Ortu Segui

E’ balletto di cifre a Can Barça. In tempo di Coronavirus, con tutta l’attività bloccata, sportiva, sociale e economica, il Barça sta entrando in zona crisi. Una crisi economica per mancati introiti dalle competizioni sportive. Mancanti incassi ai botteghini, ingressi dagli sponsor e diritti televisivi. Tutto è fermo e bloccato intorno al club. Negozi, tra i quali la tienda del Camp Nou, che da solo fornisce una voce importantissima delle entrate della Entità. Quando era ancora sotto la gestione Nike, lo store del Camp Nou, da solo, incassava più di ogni altro negozio della casa distribuito in tutto il territorio mondiale, compreso lo Nike Store di New York, un grattacielo sulla 53rd Street. Chiuso anche il Museo e tutte le attività collaterali, il club si trova prossimo a una crisi economica senza precedenti. Più perdurerà il blocco totale delle attività, maggiore sarà l’impatto della crisi sul futuro del club così come siamo abituati a conoscerlo. Il modello di una Entità posseduta dai soci che eleggono un Presidente e non da un magnate proprietario, non può perdurare a una crisi globale di questa portata. Il rischio che esempi come il Barça e lo stesso Real Madrid, che si basa sul medesimo principio su cui è costruito il FC Barcelona possano non sopravvivere alla crisi economica causata dagli effetti del Coronavirus è reale, concreto. In un mondo in cui i Presidenti-Magnati stanno evolvendosi nella categoria di più alto livello dei Presidenti-Stati (Manchester City e Paris Saint Germain), è sempre più difficile per club come Barcelona e Madrid mantenersi ai massimi livelli. In momenti di recessione economica e di sell-off dei mercati finanziari il Barça sta cercando di correre velocemente ai ripari per salvare la unicità e meraviglia del suo modello democratico.

Come altri club in Europa, Bayern per esempio, ma lo stesso sta capitando in Premier, che stanno proponendo e attuando il taglio degli stipendi per affrontare la crisi finanziaria del Coronavirus, anche il Barça ha proposto a tutte le sezioni che compongono il club (calcio, basket, hockey ecc) una riduzione del 70% degli stipendi di giocatori e staff per il periodo di lockdown e di chiusura totale di ogni attività. Tale manovra è stata pensata per cercare di ridurre al massimo le perdite in un momento di mancati incassi. Sarebbe come far scorrere a vuoto l’acqua della cisterna in momenti di sospensione della fornitura idrica pubblica. La Junta ha presentato la sua proposta vincolandola temporalmente esclusivamente al periodo di emergenza della pandemia del Coronavirus. Quando le attività economiche del club potranno riattivarsi, gli emolumenti dei giocatori torneranno in automatico alla conformazione originale. Ciò anche se la stagione sportiva non dovesse ripartire e le varie competizioni dovessero chiudersi a questo punto della stagione. La misura proposta dal club ha effetto retroattivo al momento della chiusura delle attività produttive del FC Barcelona.

A questa proposta, la plantilla si è inizialmente divisa in tre tronconi. Una parte l’ha dichiarata accettabile, una seconda si è trovata scettica, mentre c’è stato chi ha respinto in toto la misura. C’è chi imputa al club una gestione sportiva ed economica sbagliata, con spese folli per giocatori che non hanno reso o di medio livello e ora non vuole pagare di tasca propria per quelle scelte errate. Alla fine i giocatori hanno trovato una via comune e hanno risposto con una controfferta presentata dai quattro capitani. La riduzione degli emolumenti non sarebbe del 70% per il periodo limitato al blocco dell’attività economica del club, ma del 30% calcolato però sull’intera stagione. Il Barça riunirà la Junta in una riunione straordinaria da tenersi per via telematica questa sera per valutare la controfferta e prendere una decisione finale. Dalle indiscrezioni che filtrano, sembrerebbe che il club sia intenzionato rigettare l’offerta della squadra e a proseguire per la linea proposta, vale a dire la riduzione del 70% per il solo periodo dell’emergenza sanitaria. Sembra anche che la Junta sia intenzionata ad andare avanti sulla sua strada con o senza il consenso dei giocatori. Tempi duri, dunque, si attendono a Can Barça. Tempi di contrapposizione dura che potrebbero portare a scenari imprevedibili fino a questo momento e che potrebbero incidere profondamente nella costruzione della squadra della prossima stagione.

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