Il presidente del Sion adotta misure forti per l’emergenza Coronavirus

Pubblicato il autore: Agostino D'Angelo Segui

L’emergenza Coronavirus inevitabilmente sta mettendo in ginocchio anche l’economia. Il campionato svizzero è stato uno dei primi ad essere interrotto. Questa sospensione ha portato il presidente del Sion, Christian Constantin a mettere la parola fine ai contratti di alcuni giocatori.

Il ragionamento fatto dal presidente poggia su un concetto molto semplice: il campionato è fermo e di conseguenza non ci sono più entrate. Questo porta regolarmente alla sospensione dei contratti per i giocatori che non scendono in campo ormai da tempo. In un primo momento però, il presidente del Sion aveva proposto ai propri dipendenti una riduzione del proprio stipendio, mettendo un paletto importante: 12 350 franchi mensili, ovvero il tetto garantito per l’assicurazione contro la disoccupazione. Questa proposta però non è stata accettata da tutti i dipendenti.
Tra i calciatori, che non hanno accettato ci sono tante conoscenze del calcio internazionale: Doumbia, Kasami e Alex Song. I tre calciatori appena citati, sono stati senza mezze misure, licenziati dal patron Christian Constantin. Questa presa di posizione molto forte per quanto possa sembrare eccessiva però è regolata dalla nazione stessa. Infatti, in Svizzera c’è la possibilità di chiudere i contratti in anticipo per aiutare il datore di lavoro a gestire la mancanza di entrate.  Ai giocatori è garantita una percentuale dello stipendio in parte dallo Stato e in parte invece dal club. Una misura chiamata Lavoro ridotto breve che in casi di emergenza come questo, viene esteso anche al calcio.

Un problema insomma, che viene considerato soprattutto da società con importanti possibilità economiche come per l’appunto il Sion ma anche il Basilea. La domanda a questo punto è se il presidente del Sion, alla fine dell’emergenza può incorrere in sanzioni penali o meno. Una questione da risolvere, tenendo sotto controllo la situazione nelle prossime settimane. Una cosa è certa: il presidente dell’Associazione Svizzera dei calciatori, Lucien Valloni ha già comunicato di non essere d’accordo con tale decisione del presidente Constantin e che nei prossimi giorni si aprirà una discussione per mettere sul tavolo delle valide alternative per evitare ciò anche in futuro.

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