Intorcia, giornalista del Corriere dello Sport: “I calciatori disposti a continuare per salvare la Serie A”

Pubblicato il autore: gaetanomasiello91 Segui

L’emergenza Coronavirus sta dando problemi in tutti i sensi sconvolgendo le nostre abitudini e le nostre vite e uno degli ambiti ad essere colpiti è senza dubbio il problema legato al calcio e alla sua ripartenza, precisando però che la salute viene prima di tutto.

Serie A, Ettore Intorcia a Radio Sportiva esprime il suo punto di vista sul nostro campionato

Secondo il giornalista del Corriere dello Sport, Ettore Intorcia, intervenuto a Radio Sportiva ha parlato della situazione attuale che sta coinvolgendo il nostro calcio in particolare con alcune prese di posizione tra gli addetti ai lavori. Ecco il pensiero di Intorcia per quanto riguarda i calciatori: “I calciatori sono intenzionati a terminare in una situazione di sicurezza possibile la stagione 2019-2020 andando anche oltre i termini previsti e cià è dovuto al fatto di evitare un’estate da passare in Tribunale con ricorsi e contro-ricorsi. Se si potrsse ripartire il 20 maggio, si giocherebbe sempre ogni settimana la domenica e il mercoledì e si terminerebbe l’1-2 luglio sforando la scadenza del 30 giugno per quanto concerne i contratti dei calciatori. Ma ovviamente si dovrà tornare prima alla normalità in Italia”.

Per Intorcia è difficile arrivare ad un punto d’incontro tra i presidenti: “Tra i presidenti sarà difficile, invece arrivare ad un giudizio uguale per tutti. Infatti anche se il Governo sarebbe propenso a dare l’autorizzazione a ripartire nel mese di maggio, alcuni presidenti come Cairo, Preziosi, Commisso e Cellino vorrebbero chiudere qui la stagione con una spaccatura sempre più inevitabile. In Serie C la situazione è più complessa, infatti chiudendo ad oggi la stagione ci sarebbe un risparmio di 4 mesi sugli stipendi”.

Intorcia dice la sua sulla decisione presa dal Belgio sulla Jupiler Pro League: “In Belgio hanno preso una presa di posizione che in Italia sarebbe difficile da prendere in quanto chi sta sotto vorrebbe prendere in mano la situazione decidendo per sé e questo non va bene”.

 

 

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