Riuscirà il protocollo della Figc a persuadere il governo a riaprire i giochi nelle date ipotizzate?

Pubblicato il autore: Fabio Faiola Segui

Il Presidente della Figc  Gravina ha ribadito una necessaria e veloce ripresa del gioco per non subire ingenti danni economici che rappresenterebbero un vero e proprio disastro per il calcio italiano.

La lega è  spaccata a metà  tra chi vuole continuare e chi vuole fermare il campionato.

L’ultima parola comunque spetterà  sempre al governo.

Intanto il comitato medico scientifico della Federazione Italiana Gioco Calcio ha stilato un interessante e dettagliato protocollo di sicurezza da sottoporre all’attenzione del ministro dello Sport Spatafora e a  quello della salute Speranza, ai quali dopo un’attenta analisi con i loro rispettivi comitati di esperti virologi, spetterà la decisione o di prolungare il fermo o fare qualche concessione adeguata alla lenta ripresa degli allenamenti.

Gravina in questa problematica non si sente appoggiato e vive questo momento come un dramma, perché  non comprende come si possa bloccare uno sport che a pieno regime frutterebbe  5 miliardi e qualora il gioco dovesse tardare la sua ripresa, l’impatto sarebbe devastante.

Gravina non vuole essere responsabile della rovina del calcio italiano”

Il Presidente non vuole passare alla storia come colui che non è  riuscito a far ripartire il sistema, ma nelle peggiori delle ipotesi lui non avrebbe colpa, perché è  un accadimento per cui neanche il governo e gli stessi medici sono preparati ad affrontarlo con strumenti potenti, allo stato attuale.

Purtroppo durante questa gravissima pandemia in cui è  coinvolto tutto il pianeta, è  inevitabile dare la priorità alla salute, anche se perdere quel volume di affari provocherebbe una crisi economica senza precedenti pure in questo settore.

Protocollo di sicurezza predisposto dalla Figc”

Il Protocollo è  composto da ben 47 pagine e si suddivide in due parti.

I 4 giorni antecedenti al ritiro i giocatori verranno sottoposti ad attentissimi esami medici e tamponi e verranno divisi   in 3 gruppi:  i guariti ( coloro che scomparsi i sintomi tipici di coronavirus, come febbre alta, tosse secca e insufficienza respiratoria, sono stati sottoposti a due tamponi successivi in un periodo di 24 ore, risultati entrambi negativi); i paucisintomatici( coloro che manifestavano sintomi leggeri e comunque sono guariti)  e coloro che non sono mai stati positivi al covid 19.
Inoltre verranno effettuati test fondamentali: l’elettrocardiogramma e la spirografia, esame che registra  la capacità  respiratoria di un paziente e si faranno le analisi del sangue specifiche.
Saranno fatti rigidi controlli anche al cuore, perché  una grave complicazione del covid19 porta ad un serio danneggiamento del miocardio provocando un infarto.
Il protocollo aggiunge che il 25% dei casi gravi porta gravi danni al miocardio.

“Il ritiro e le sue nuove regole”

Per quanto riguarda la fase di ritiro , i giocatori faranno controlli quotidiani, come la rilevazione della temperatura corporea e sarà  obbligatoria la sanificazione periodica degli ambienti e loro pulizia giornaliera.

La prima settimana  sarà dedicata agli allenamenti individuali in palestra, anche a piccoli gruppi e mantenendo sempre la distanza di sicurezza di due metri.

I giocatori avranno stanze singole,  come riportato dal protocollo, con doccia nelle stesse.
Negli ambienti comuni si porteranno le mascherine e si mangerà  col metodo del self service con le dovute distanze di sicurezza.

Le altre 2 settimane si comincerebbe  gradualmente con gli allenamenti sul campo sempre con le mascherine.

I giocatori provenienti dall’estero o che potrebbero aver avuto contatti con positivi, saranno sottoposti all’isolamento fiduciario.

Qualora venisse trovato un caso sospetto  o un positivo il protocollo prevede lo stop dell’allenamento collettivo e la ripetizione dei test per tutti i giocatori.

Facendo una sintesi questo è  quello che prevede il protocollo  e ora non resta che rimetterci alla volontà  governativa.

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