Serie A, Giovanni Malagò:«Nel calcio non c’è una linea univoca, così non si va da nessuna parte».

Pubblicato il autore: Mattia Ala Segui

Il presidente del Coni Giovanni Malagò, intervistato dal Corriere dello Sport, dice la sua in merito alla confusione che regna nel calcio italiano per quanto concerne la ripresa del campionato, su cui ancora non c’è una linea univoca. Di seguito le sue dichiarazioni:«C’è troppa confusione e il dibattito è fortemente divisivo. Così non si va da nessuna parte, si naviga a vista e con una conflittualità che danneggia le parti». Il presidente prosegue:«Senza voler fare polemica, per carità, io avrei chiuso dentro una stanza la Federcalcio, la Lega di A, l’Assocalciatori, gli allenatori, le televisioni, gli organismi internazionali, la Fifa e l’Uefa, e non li avrei fatti uscire finchè non avessero prodotto un documento condiviso. Stessa cosa per la B e Lega Pro. Bisogna vedere, ognuna di queste parti in campo, a cosa è disposta a rinunciare qualora la stagione non dovesse concludersi. Tutto questo senza considerare le televisioni che ogni anno spendono cifre altissime, soprattutto per i diritti tv, fondamentali per la sopravvivenza dei club di A e non solo. Bisogna che la Lega trovi una soluzione in merito a questo tema. Si procede a vista con una conflittualità che danneggia ogni tipo di progettualità. Gravina lo sento tutti i giorni, comprendo le difficoltà del momento e capisco anche che voglia portare a termine la stagione. Parla di luglio, agosto, settembre, ottobre, persino della prossima A, articolata con playoff e playout. Quello che manca è un piano, chiaro, preciso, condiviso. Si è parlato solo di riduzione di stipendi, ovvero si è partiti dalla fine o quasi, e adesso di un protocollo medico che dovrà passare al vaglio dell’ISS». Malagò conclude:«Spero che il Governo autorizzi quanto prima gli allenamenti, mi auguravo che si potesse partire già dopo Pasqua, ma hanno rinviato tutto al 4 Maggio. Ovviamente i parametri medici dovranno essere rispettati al massimo. Poi penseremo alle partite, ma senza questa confusione. Ci sono in ballo troppi interessi divergenti».

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