29 maggio 1992, la fine della Mitropa Cup

Pubblicato il autore: Giuseppe Livraghi Segui


Il 29 maggio 1992, col successo degli allora jugoslavi del Borac Banja Luka sugli ungheresi del VSC Budapest, andava in archivio la Mitropa Cup, competizione che decenni addietro godette di un prestigio poi conosciuto solamente dalla Coppa dei Campioni/Champions League.

Grandi delusi di tale edizione della manifestazione furono i rosso-neri del Foggia,  che -sconfitti in semifinale dallo stesso Borac- videro sfumare la ghiotta occasione di conquistare il loro primo alloro internazionale.

La Mitropa Cup sorse nel 1927 quale competizione destinata alle migliori compagini dell’Europa Centrale (in tedesco Mitteleuropa, di cui Mitropa è la contrazione), ossia al gotha del calcio continentale: a quei tempi, infatti, ad esclusione delle compagini inglesi (chiuse in un volontario isolazionismo dovuto al loro ritenersi superiori a chiunque), il meglio del calcio era concentrato nel cuore della vecchia Europa, con la scuola italiana e quella danubiana a farla da padroni.

Fino al 1940 la competizione godette di un enorme prestigio, tanto che il Bologna trionfatore delle edizioni del 1932 e del 1934 divenne quasi una leggenda (“il Bologna che tremare il Mondo fa” si disse all’epoca): tuttavia, la successiva creazione delle Coppe Europee aperte a tutte le federazioni del continente  rese la Mitropa sempre meno interessante, comportandone il ridimensionamento prima (1955-1978) in una Coppa riservata a compagini rimaste escluse dalle competizioni continentali (Coppa dei Campioni, Coppa delle Coppe e Coppa delle Fiere/Coppa UEFA) poi (dal 1980) in una sorta di “Coppa dei Campioni di Serie B”, cioè aperta alle vincitrici dei campionati di seconda divisione (e, in alcuni casi, anche alle seconde classificate).

Dal 1927 in poi ebbero modo di partecipare a tale manifestazione compagini italiane, svizzere, austriache, cecoslovacche, ungheresi, rumene e jugoslave, ma l’edizione 1992 vide ai nastri di partenza solamente quattro sodalizi: gli italiani del Foggia, gli jugoslavi del Borac Banja Luka, i cecoslovacchi del DAC Dunajská Streda e gli ungheresi del VSC Budapest.

Il calendario, assai snello, fu strutturato su un quadrangolare ad eliminazione diretta, con tutte le partite in programma allo stadio “Pino Zaccheria” di Foggia: semifinali il 27 maggio 1992, finale il successivo 29.

I “satanelli” pugliesi, padroni di casa e reduci dal brillante nono posto conseguito nel da poco concluso campionato di Serie A, furono gli ovvi favoriti per la conquista della Coppa, ma uscirono inopinatamente già in semifinale, estromessi dal Borac: 2-2 al 90′, stesso risultato dopo i tempi supplementari e successo degli ospiti dopo i rigori (4-2).

Inutile, per i foggiani, la doppietta del cannoniere Francesco “Ciccio” Baiano, che sbloccò il risultato al 13′ e riportò la situazione in parità al 78′, dopo che gli jugoslavi avevano ribaltato il risultato.

L’altra semifinale vide l’affermazione degli ungheresi del VSC Budapest sui cecoslovacchi del DAC Dunajská Streda: i magiari ebbero la meglio anch’essi ai tiri di rigore (6-5) dopo lo 0-0 maturato dopo 120′.

La finale del 29 maggio 1992, disputata davanti ad appena mille spettatori, vide il Borac passare a condurre già al 4′ grazie ad Almir Filipović, ma poi raggiunto al 67′ da una prodezza dell’ungherese Frigyes Tuboly: la realizzazione del giocatore magiaro è tuttora l’ultima rete della storia della Mitropa Cup, poiché la sfida si concluse sull’1-1, venendo decisa dai tiri dagli undici metri (una costante di tale edizione), che videro l’affermazione del Borac per 5-3.

Da quel 1992, sia per il disinteresse del pubblico sia per i vari scombussolamenti presentatisi a quei tempi nell’Europa Centrale (dissoluzione della Jugoslavia, relative guerre, problemi economici), la Mitropa Cup andò in archivio (se non nel dimenticatoio), non venendo più disputata: triste epilogo per una Coppa che, nel suo periodo di massimo splendore, fu quasi epica.

Sic transit gloria mundi.

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