Iniesta e i suoi fratelli, i fenomeni senza Pallone d’Oro

Pubblicato il autore: Davide Roberti Segui

Oggi, 11 maggio, Don Andrés Iniesta compie 36 anni. Il fenomeno spagnolo adesso gioca in Giappone, ma fino ad un paio di stagioni fa ha illuminato i campi di tutta Europa con la sua classe abbagliante: ha vinto tutto, col club (Barcellona) e con la Nazionale spagnola. Partecipa due volte ai Triplete blaugrana, vince due Europei e, soprattutto, l’unico Mondiale vinto dalla Spagna nella storia, che porta il suo marchio decisivo con il gol in finale. In tutto ciò, al suo palmares manca un grande trofeo individuale, il più prestigioso di tutti: il Pallone d’Oro, al quale si avvicina soltanto con un secondo ed un terzo posto (2010 e 2012). E con lui, sono numerosi i talenti che, pur avendo vissuto carriere strepitose ed annate fantastiche, non hanno mai ottenuto il prezioso riconoscimento: vediamo insieme i principali “perdenti” del Nuovo Millennio.

Thierry Henry: vince un Mondiale con la Francia, una Champions League col Barcellona ed è negli Invincibili dell’Arsenal di Wenger, ma si deve accontentare di un secondo posto nel 2003 e di un terzo posto nel 2006.

Xavi: il “fratello” di Iniesta, una carriera insieme a servire assist per Messi, alcune annate straordinarie al fianco di Don Andrés. Eppure, arriva solo terzo per tre anni di fila tra il 2009 e il 2011.

Robben e Ribéry: li mettiamo insieme perché la loro sorte è simile. Entrambi vincono la Champions League col Bayern nel 2013, da leader assoluti, buttando anche fuori il Barcellona di Leo Messi. Chi lo vinse quel Pallone d’Oro? Sì, esatto, proprio Messi.

Neuer: come i colleghi qui sopra, diventa campione d’Europa coi bavaresi, e l’anno dopo diventa anche Campione del Mondo con la Germania. È il portiere che rivoluziona il modo di essere “Numero 1”, forse il più forte dell’ultimo decennio. Risultato? Terzo posto dietro (manco a dirlo) a CR7 e Messi.

Griezmann: nel 2018, vince l’Europa League con l’Atletico Madrid ed il Mondiale con la Francia, risultando il più decisivo di tutti insieme al compagno Mbappé. Ma il Pallone d’Oro lo alzerà l’altro illustre finalista, il croato Modric.

Buffon Del Piero: vincono il Mondiale del 2006 con gli azzurri di Lippi, ma l’ambito premio va ad un altro campione del mondo, Fabio Cannavaro. A giudicare dal loro palmares, però, un Pallone d’Oro lo avrebbero meritato: a Gigi forse manca una Champions League, ad Alex neanche quella.

Van Dijk: vince la Champions con il Liverpool, si afferma come miglior difensore al mondo e non subisce neanche un dribbling nel corso di un’intero campionato. Nessun difensore ha più vinto il trofeo dai tempi di Cannavaro, e questo sembrava davvero l’anno buono. Il vincitore del 2019? Ancora Messi.

Gerrard: neanche la rimonta di Istanbul ai danni del Milan bastò al più forte centrocampista inglese di sempre a vincere il premio, a causa dell’esplosione blaugrana di un certo Ronaldinho che glielo strappò dalle mani.

Pirlo: ci sarebbero stati infiniti motivi per assegnare il titolo al Professore, ma addirittura non finisce mai tra i primi tre. Non bastarono le Champions vinte col Milan, il Mondiale del 2006 vinto con l’Italia e gli anni splendidi in bianconero per permettergli di trionfare.

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