Maggio 1994: Senna scompare a Imola e l’Atalanta saluta la Serie A

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo Segui

1 maggio 1994: Ayrton Senna perde la vita al GP di Imola e l’Atalanta di Valdinoci saluta la Serie A battendo l’Inter per 2-1. Sgrò e Orlandini mettono il sipario su una stagione deludente dopo sei anni di permanenza nella massima categoria

E tu dov’eri quando morì Senna? Chiunque saprebbe risponderti senza esitare”. Questa frase di Lucio Dalla fa capire quanto sia indelebile il ricordo di quello che accadde il primo maggio del 1994 al circuito di Imola, quando il pilota brasiliano della Williams, vincitore di tre titoli mondiali in Formula uno, perse la vita alla Curva del Tamburello: una tragedia dove il mondo si fermò per quanto Ayrton aveva dimostrato dentro e fuori dalla pista. In termini calcistici, contro chi stava giocando l’Atalanta quella domenica tanto tragica quanto storica? Il campionato era al termine, e i nerazzurri stavano disputando la loro ultima partita stagionale nella massima serie: dopo 6 anni di permanenza con grandi soddisfazioni (anche in campo europeo dove la Dea arrivò nel 1991 ai quarti di finale della Coppa UEFA) all’inaspettata retrocessione in Serie B. Facciamo un salto nel passato e riviviamo quel maggio del 1994.

UN SUCCESSO NERAZZURRO PER SALUTARE LA SERIE A – Siamo nel 1993/1994 e l’Atalanta, dopo sei anni consecutivi in Serie A, retrocede tra mille polemiche: una stagione iniziata con grandi aspettative dopo la campagna acquisti che aveva visto il presidente Percassi portare a Bergamo sia Francesco Guidolin (mister ideologicamente offensivo) che il centrocampista Sauzée (fresco vincitore della UEFA Champions League con il Marsiglia), per poi precipitare nei bassifondi della classifica. Il tutto condito dal passaggio societario alla famiglia Ruggeri. Se da una parte ad Imola si cerca di capire cosa sia successo a Senna, dall’altra la Dea doveva affrontare l’Inter che stava vivendo una delle stagioni più controverse della sua storia: salvezza conquistata con un punto di vantaggio e la vittoria della Coppa UEFA. Pronti via e gli uomini di Valdinoci (che aveva sostituito l’esonerato Guidolin) prendono il comando della gara grazie alle giocate dei suoi giovani: in particolar modo Morfeo, Saurini e Orlandini. Lo stesso Orlandini che sigla il vantaggio orobico, ma i milanesi raggiungono facilmente il pareggio con Ruben Sosa. Nella ripresa i bergamaschi provano ad infierire nuovamente la difesa interista, e il doppio vantaggio dell’Atalanta diventa inevitabile per gli ospiti. A segno Marco Sgrò: centrocampista che sarà protagonista con Emiliano Mondonico tra il 1996 e il 1998. Lo stesso “Mondo” che l’anno dopo riporterà gli orobici in Serie A con una rimonta nel finale di stagione, e da lì in avanti costruirà un secondo ciclo che comporrà molte soddisfazioni: la finale di Coppa Italia contro la Fiorentina, il record del 1948 eguagliato e le giocate del trio delle meraviglie composto da Inzaghi, Morfeo e Lentini. Ritornando a quella partita, il match finisce 2-1, ma purtroppo in Emilia Romagna il cuore di Ayrton Senna cessò di battere, nella tristezza del mondo dello sport: l’esito più drammatico di una domenica turbolenta. Sono passati ben 26 anni e il ricordo  del pilota brasiliano è sempre vivo nella memoria di tutti gli appassionati (di motori e non).
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