C’era una volta il calcio: “Clamoroso al Cibali”

Pubblicato il autore: Carla Battaglia Segui


Sono passati 59 anni dalla partita che ha consegnato alla memoria collettiva una delle espressioni più famose della storia del calcio italiano: “Clamoroso al Cibali“, sintesi perfetta di stupore e meraviglia che racchiude in sé tutta l’imprevedibilità dello sport più bello del mondo.
Il 4 giugno 1961 si gioca a Catania l’ultima giornata del campionato, l’Inter di Herrera è a soli due punti dalla Juve, lo scudetto sembra vicino ma c’è ancora da recuperare una partita proprio con la capolista.
I nerazzurri arrivano a Catania con la convinzione di avere già la vittoria in tasca nonostante i siciliani, già salvi,  abbiano disputato un buon campionato. La leggenda vuole che lo stesso Herrera, convinto di espugnare senza difficoltà il Cibali, abbia detto “Inter vinserà  esta partida porchè è muy fasile, se no capita esto me magno el balòn”. Ad attenderli, i giocatori dell’Inter trovano una squadra compatta, decisa a vendicare non solo l’inglorioso risultato dell’andata, 5 a 0 per l’Inter con ben 4 autoreti dei siciliani, ma soprattutto l’affronto subito a fine partita da Herrera che, commentando il risultato, poco elegantemente aveva dichiarato di aver battuto “una squadra di postetelegrafonici”.
L’Inter viene sconfitta per due reti a zero rinunciando a ogni velleità di vincere il suo ottavo scudetto
e il risultato di quella sfida, oggi così lontana, è cristallizzato in una delle espressioni entrate di diritto nel vocabolario di ogni calciofilo che si rispetti.
Ancora oggi, a distanza di quasi sessant’anni, nessuno sa chi sia stato a pronunciare la famosa frase “Clamoroso al Cibali”, espressione che richiama alla mente ricordi di un calcio ormai scomparso.
I più ne attribuiscono la paternità all’indimenticato Sandro Ciotti e a me piace pensare sia così.

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