Venezia, una salvezza meritatissima: da Perugia al Perugia

Pubblicato il autore: Giuseppe Livraghi Segui


Venezia, una salvezza meritatissima: da Perugia al Perugia.

Ebbene sì, la permanenza in Serie B della compagine arancio-nero-verde è legata a doppio filo ai confronti coi “grifoni” perugini: proprio da un successo in Umbria ha avuto inizio la riscossa veneziana, coronata dalla vittoria nel confronto casalingo della partita di ritorno con lo stesso sodalizio perugino (tuttavia, per mantenere la categoria, ai lagunari sarebbe stato sufficiente un pareggio).

Ma andiamo con ordine.

Il 26 dicembre 2019 (Santo Stefano), il Venezia esce sconfitto per 1-2 dalla sfida casalinga che lo oppone all’ambizioso Cittadella, venendo risucchiato nei bassifondi della classifica, sicché tanti ipotizzano l’esonero del tecnico Alessio Dionisi: la società, invece, rinnova la fiducia all’allenatore, facendo una scelta che si rivelerà azzeccata.

Il successivo 29 dicembre, infatti, i lagunari espugnano il Renato Curi di Perugia per 1-0, grazie a una rete di Adriano Montalto, a segno al 25′: è l’attesa svolta, un’iniezione di fiducia che porta i veneti a racimolare cinque punti nelle successive tre gare, pareggiando per 0-0 in trasferta con la Cremonese e per 1-1 in casa col Trapani, per poi compiere l’impresa di passare per 1-0 sul campo del Chievo (rete di Alessandro Capello al 32′).

Le giornate successive vedono un Venezia quasi prodigioso in trasferta, benché titubante fra le mura amiche del Pier Luigi Penzo: dalla ventitreesima giornata alla successiva trentacinquesima, infatti, i “leoni marciani” raccolgono 17 punti in 13 gare, frutto di quattro vittorie, cinque pareggi e quattro sconfitte.

Al di là dei freddi numeri, tre dei quattro successi giungono in trasferta: 2-1 a Pisa alla venticinquesima giornata (con Mattia Aramu su rigore al 42′ e Samuele Longo al 47′ che ribaltano il momentaneo vantaggio toscano), 2-0 a Livorno alla trentunesima (a segno ancora Longo -al 18′- e Capello -al 22′-) e colpaccio 1-0 sul forte Spezia alla trentacinquesima (decisivo un calcio di rigore di Aramu al 16′).

L’unica affermazione casalinga è il 2-1 dello scontro diretto della trentesima giornata con l’Ascoli (acuti di Aramu all’8′ e di Marco Firenze al 66′), mentre sono degni di nota i pareggi esterni col Pordenone (0-0 alla ventinovesima, nella prima gara del post-lockdown) e col Benevento dell’indimenticato ex tecnico arancio-nero-verde Filippo Inzaghi (1-1 alla trentatreesima, col momentaneo vantaggio veneziano opera di Montalto al 51′).

Delle quattro sconfitte, tutte per mano di squadre d’alta classifica, tre giungono fra le mura amiche (0-1 col Frosinone, 1-3 col Crotone e 0-2 con l’Empoli) e solamente una in trasferta: lo 0-2 con la Salernitana.

Si arriva, addirittura, quasi ad ipotizzare che il giocare in casa consista in uno svantaggio per gli uomini di Dionisi, anche alla luce dei pareggi interni negli scontri diretti con Virtus Entella (2-2), Cosenza (1-1) e Pescara (altro 1-1): a tre giornate dalla fine del campionato, con due partite da giocare al Pier Luigi Penzo, è facile pensare che il mantenimento della categoria debba passare da un’inversione di tendenza, che puntualmente arriva.

Il 24 luglio, infatti, a Sant’Elena giunge una Juve Stabia che, dopo aver sognato grandi traguardi, è in una situazione disperata: le “vespe” stabiesi vengono piegate per 1-0, grazie a una realizzazione di Youssef Maleh nel recupero del primo tempo (47′), successo che consente ai lagunari di “vedere” la salvezza.

Salvezza che potrebbe arrivare già la giornata successiva, ma il derby esterno col Cittadella vede gli arancio-nero-verdi uscire sconfitti per 0-1 (incassando la rete decisiva al 93′), dovendo rinviare il discorso salvezza al decisivo scontro diretto casalingo dell’ultima giornata col Perugia.

Il confronto col sodalizio umbro consiste in un’ultima spiaggia solamente per gli ospiti, poiché ai veneziani può bastare un pareggio per restare in Serie B: invece, arriva un bel successo per 3-1, grazie alle reti di Aramu al 42′ su rigore e al 51′ e di Capello al 65′, con i “grifoni” a segno solamente al 69′ (acuto di Filippo Sgarbi a partita virtualmente conclusa).

Il cerchio, quindi, è chiuso: da Perugia al Perugia, il Venezia ha coronato la sua rimonta, conquistando la salvezza.

I 50 punti coi quali viene concluso il campionato valgono un buon undicesimo posto in graduatoria, a sole quattro lunghezze dai play-off: ai 22 punti maturati nel girone d’andata hanno fatto seguito i 28 conseguiti nel ritorno, a dimostrazione della progressiva crescita della formazione veneta.

Forse, con un po’ di accortezza in più, alcuni dei 14 pareggi (record stagionale a pari merito col Chievo), molti dei quali maturati dopo essere passati in vantaggio, sarebbero stati delle vittorie: in tal caso, la “coda” post-stagione regolare non sarebbe stata solamente un sogno.

Tuttavia, la permanenza in Serie B consiste senza dubbio in un ottimo risultato.

Se dovessimo riassumere in poche parole la stagione 2019-’20 del Venezia, esse sarebbero: “in trionfo dopo la grande paura“.

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