Francesco Totti, le scelte fatte col cuore di un talento innato

Pubblicato il autore: Antonio Quarta Segui


A pochi giorni dalla disillusione azzurra in Nations League arrivano le parole profetiche di Francesco Totti. Durante un’intervista rilasciata al ‘Guardian’, il fantasista della Nazionale campione del mondo 2006 fa un bilancio della propria storia calcistica, rievocando le sensazioni e gli insegnamenti che hanno corso in campo insieme a lui per molte stagioni.

Il Calcio che era passione, non puro business

Ho cominciato a giocare in tempi diversi, e in un calcio diverso, fatto di passione e di affetto verso i tifosi. Il calcio ai miei tempi era questo, passione, ora è solo business. Ma stare seduto qui a pensare ai rimpianti – avrei potuto fare questo, avrei potuto fare quello – non è da me. Ho fatto il massimo che ho potuto e ho preso tutto quello che c’era da prendere“.

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“Stavo giocando nella squadra per cui ho sempre tifato”

E a proposito di scelte convenienti o meditate, le parole de ‘Er Pupone’ italiano sembrano essere ancora una bandiera di riferimento per molti giovani sportivi: “Il Milan è stato l’unico altro club in cui ho pensato di giocare. Ma le decisioni sono sempre state prese da me, con la mia stessa testa. Anche se la tua famiglia poi ti dà dei consigli. Per me è stato facile dire di no al Real Madrid. Stavo già giocando nella squadra per cui ho sempre tifato. Non posso negare di averci pensato, ci sono stati dei giorni in cui ero con una scarpa in Spagna e con l’altra a Roma. Poi, come ho detto spesso e in tutta onestà, la scelta di rimanere a casa è stata fatta col cuore. Venticinque anni nella stessa squadra non sono pochi. Per diventare capitano, devi essere sempre all’altezza“.

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Determinazione, sacrificio e talento

Totti ricorda con un filo di commozione quel 28 maggio del 2017, giorno del suo ritiro dai campi di calcio: l’omaggio dei tifosi della ‘Città Eterna’, l’abbraccio virtuale di una nazione intera che, ancora oggi, non maschera il pizzico di nostalgia per quel paio di scarpette magiche appese al chiodo. Tuttavia ‘l’Ottavo Re de Roma’ si smarca dai ricordi del passato e guarda al futuro del calcio italiano con consueta fiducia, portando avanti con onore la sua missione: “Non vorresti mai fermarti. Onestamente non l’ho presa bene all’inizio, ma lentamente ci ho riflettuto e forse, in fondo, era la cosa giusta. Ora il mio nuovo obiettivo è quello di cercare giovani talenti. Di certo con determinazione e sacrificio si raggiungono tutti gli obiettivi. Ma per essere un talento devi necessariamente averlo dentro di te“.

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