Gravina, FIGC: “Stop ad isterismi, lo stadio agorà del nuovo millennio”

Pubblicato il autore: Antonio Quarta Segui



Il presidente della FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio) Gabriele Gravina è stato ospite di recente al Festival dello Sport di Trento. Intervistato ai microfoni dei giornalisti, ha rilasciato alcune dichiarazioni abbastanza pesanti sull’ipotesi di organizzare il Mondiale di Calcio ogni due anni, preferendo invece concentrare attenzione e sforzi economico-organizzativi su obiettivi di maggiore rilevanza per il Calcio italiano, sia a medio che a lungo termine.

Sospendere i campionati per il Mondiale? Isterismi di superleghe

In particolare Gravina non ha usato mezzi termini sulla proposta dei Mondiali biennali, definendolo come “atto di isterismo”: “Abbiamo un problema serio. Questa nuova competizione così come è stata strutturata relega l’attività delle nazionali durante l’anno ad un mese-due finestre. Significa sospendere in quel periodo i campionati, significa uccidere l’attività, anche commerciale, ci sono troppe indicazioni negative. Poi qualcuno mi dovrà spiegare, quando si parla di valorizzazione del Mondiale o dell’Europeo del Calcio femminile, quando si disputerebbe? Contemporaneamente? Mi sembra un atto di isterismo e oggi nel mondo del calcio ne abbiamo già diversi, con idee di superleghe“.

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Le sconfitte sotto il profilo della programmazione

E quando gli è stato chiesto come mai nessuna città italiana fosse stata messa in lista per ospitare in futuro una finale di Europa o di Champions League, il presidente ha svelato chiaramente che l’obiettivo federale è puntare al pesce più grosso: “Inutile nascondersi, stiamo puntando su una candidatura diversa. A noi interessano gli Europei del 2028, da tanti anni in Italia non si organizza un evento. Voglio chiudere il mio ciclo in Federazione portando a casa questo risultato. Mi dispiace che per capire quanto sia importante gestire due asset fondamentali, e uno sono sicuramente le infrastrutture, lo stadio l’agorà del nuovo millennio, noi abbiamo bisogno di un evento. Se è così è una sconfitta sotto il profilo della programmazione però se è questo che serve io lo devo fare e lo farò fino in fondo“.

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