Italia-Macedonia, le parole di Gravina dopo l’esclusione dal Mondiale in Qatar

Pubblicato il autore: Mattia DElia


L’Italia per la seconda volta consecutiva non si qualifica ad un Mondiale. Un Italia-Macedonia del Nord inguardabile: tante occasioni, un assedio inutile e l’ennesima partita in cui non sappiamo vincere. Alla fine succede quello che avevamo temuto per tutta la partita: un tiro in porta subito e un goal subito. Ecco le parole di Gabriele Gravina, presidente della FIGC, dopo la sconfitta e l’esclusione dal mondiale.

Le parole di Gabriele Gravina in conferenza stampa

Ecco le parole del presidente FIGC Gabriele Gravina dopo la sconfitta e la conseguente non qualificazione al Mondiale del Qatar 2022:

IL PROGETTO VA AVANTI«Assolutamente sì. Capisco, saranno giornate dove si cercherà in tutti i modi di destabilizzarci. Le critiche fanno parte del rovescio della medaglia: come abbiamo gioito questa estate, ora sono pronto a ricevere tante critiche. Non ci sono spiragli nel mondo federale, io devo continuare a proteggere questa Nazionale. Si va avanti a testa alta, consapevole che quando non si vince c’è qualche errore».

L’EUROPEO VINTO – «Quel sentimento di entusiasmo non si può disperdere, lo abbiamo visto anche stasera: ciò che rimane è un sentimento fortissimo che dobbiamo mantenere. Critiche sì, ma non dobbiamo scalfire quanto costruito fino a oggi. Si creerebbe qualcosa di più pericoloso rispetto alla sconfitta di questa sera».

LA SCELTA DI GIOCARE A PALERMO – «Palermo è stata straordinaria, eccezionale. Già da ieri grande entusiasmo, erano anni che non si vedeva ciò che stasera a Palermo abbiamo visto. Permettetemi di dire che la città di Palermo è stata straordinaria e ci torneremo presto».

LA NAZIONALE E’ ABBANDONATA – «Negli ultimi tre anni la Nazionale ha trovato il suo spazio e momenti di grande esaltazione. Manca una capacità da parte dei primi fornitori del materiale umano, abbiamo il 30% di italiani che giocano nelle Primavere e dei limiti oggettivi. I tecnici hanno una missione pressoché impossibile nel fare selezione: si cerca di valorizzare il più possibile i giovani che hanno poco impiego nelle loro società. Questo non vuol dire che i club hanno responsabilità per questo risultato: sicuramente, rispetto ad altre realtà c’è carenza di materiale umano».

SUL NO DELLA LEGA AL RINVIO DELL’ULTIMA GIORNATA«E’ questo… Mentre i ragazzi arrivano con entusiasmo, a ogni convocazione c’è sempre grande resistenza da parte dei club. La Nazionale è vista dai club più come fastidio che come opportunità».

I PROBLEMI«Ma la mia non è mai stata diplomazia, è una forma di rispetto. I club tutelano il loro patrimonio, i loro interessi: noi non possiamo imporre delle regole, possiamo chiedere. Questo è l’aspetto di confronto e dialogo. Deve invece far riflettere una progettualità monca, ci sono pochissimi selezionabili. Qualcosa deve essere rivisto e su questo abbiamo noi la responsabilità, dobbiamo aprire un confronto molto più incisivo coi club. Non è la serata per poter accampare delle ipotesi di verifica alternativa al risultato negativo: da questo dobbiamo partire per costruire il bene del nostro paese, senza cercare troppi alibi. Stasera abbiamo perso immeritatamente, mi dispiace per i ragazzi che in questi giorni non ho visto bene, di più..».

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