L’informazione partecipativa per chi ama lo sport

Massimo Paganin a SuperNews: “Bravo il Milan a credere in Pioli. Inter, troppi punti persi. Napoli e Juve sfortunate. Roma, Mourinho può fare la differenza”


In esclusiva ai microfoni di SuperNews è intervenuto Massimo Paganin. Il commentatore Mediaset, spesso in telecronaca in coppia con Riccardo Trevisani e Massimo Callegari, ha alle spalle una buona carriera da calciatore in Serie A, iniziata negli anni ’80 nelle giovanili della Fiorentina. Dopo aver giocato con le maglie di Reggiana e Brescia, nel 1993 è approdato all’Inter dove è rimasto per quattro stagioni, vincendo una Coppa UEFA. Successivamente, si è trasferito al Bologna, dove ha vinto la Coppa Intertoto del 1998. Le sue ultime esperienze da giocatore sono state in Atalanta, Sampdoria, Vicenza e Akratitos, in Grecia, dove si è ritirato nel 2006.

Appesi gli scarpini al chiodo, Nel 2015 è divenuto capo-delegazione della Nazionale italiana Under-19, quattro anni dopo è passato all’Under-21 e, più di recente, è divenuto anche dirigente accompagnatore degli Azzurrini.

Dopo più di dieci anni dall’ultima volta, il Milan è campione d’Italia. A inizio stagione pensavi che i rossoneri potessero arrivare fino in fondo? La squadra di Pioli può aprire un ciclo vincente?

“Nessuno pensava che il Milan potesse vincere lo scudetto a inizio stagione, però era sicuramente una delle outsider. Una di quelle squadre che potevano impensierire chi partiva avanti nei pronostici, come Inter e Juventus. Il successo rossonero parte da lontano: durante la pandemia Pioli poteva essere esonerato, doveva arrivare Rangnick, successivamente la società ha deciso di puntare su di lui con maggiore fiducia. Il mister è cresciuto assieme alla squadra. Lo scudetto lo vince sempre chi se lo merita, chi ha l’abilità e la forza di arrivare fino in fondo. Giocatori come Leao, Tonali e Theo Hernandez hanno fatto la differenza e si sono trascinati dietro anche tutti gli altri. Nell’ultimo anno il gruppo rossonero è diventato squadra vera. Il Milan lavorerà in estate per dare profondità alla rosa e ridurre il gap con Inter e Juve, condizione necessaria per aprire un ciclo. La qualità già c’era, ora c’è anche la consapevolezza di poter vincere”.

L’Inter ha lottato per lo scudetto fino all’ultima giornata di campionato. I nerazzurri potevano fare di più per difendere il titolo? Quali sono, a tuo parere, i maggiori rimpianti stagionali per la squadra di Simone Inzaghi?

“C’è sicuramente rammarico. L’Inter è arrivata fino in fondo ed ha avuto la possibilità di poter superare il Milan fino alle ultime giornate. Bastava non perdere il derby per vincere lo scudetto. O comunque non lasciare punti per strada contro squadre come Genoa, Sassuolo, Fiorentina e Bologna. In un periodo ristretto la squadra ha fatto fatica ed ha tardato forse a ritrovarsi. Reputo comunque quella nerazzurra un’ottima stagione. La squadra è forte, servono davvero pochi ritocchi, ma bisogna crescere necessariamente dal punto di vista mentale. Il salto di qualità, per quanto riguarda il nostro calcio, va fatto a livello europeo, e questo vale per tutti”.

La Juventus ha chiuso la stagione senza alcun trofeo in bacheca. Quella dei bianconeri è stata un’annata fallimentare?

“La Juventus nell’arco della stagione è stata anche sfortunata. Ha avuto tantissimi infortuni, in particolare quello di Chiesa. Annate così possono capitare. Difficile, quindi, fare valutazioni. Vlahovic è arrivato soltanto a gennaio e deve ancora imparare a gestire la pressione derivante dall’ambiente bianconero e anche la notizia della separazione da Dybala non ha aiutato. C’è stata una sliding doors molto importante: la partita giocata in casa contro l’Inter. Una vittoria avrebbe potuto svoltare il campionato della Juve, invece è arrivata una sconfitta amara. Da lì la squadra di Massimiliano Allegri ha perso colpi. Siamo abituati a pensare che chi vince fa bene, per chi non vince è tutto da buttare, ma non è così. C’è da ripartire, con la consapevolezza di dover cambiare qualcosa. La stagione appena conclusa ha fatto sicuramente riflettere. Sono sicuro che la Juve tornerà allo stesso livello degli anni passati”.

Il Napoli sembrava in corsa per lo scudetto, poi le prestazioni sono calate vertiginosamente nel momento decisivo. Cosa non è andato per il verso giusto in casa azzurra?

“Il Napoli a mio parere ha fatto molto bene, arrivando non lontano da Milan e Inter e ottenendo la qualificazione per la prossima Champions. Anche gli azzurri sono stati sfortunati, hanno perso i loro calciatori migliori: Osimhen per infortunio per due mesi e Koulibaly è stato impegnato in Coppa d’Africa. Si rischia di pensare che tutto sia andato male o che Spalletti non abbia fatto un buon lavoro, ma non è così. La stagione del Napoli non è da buttare, bisogna avere equilibrio ed essere lucidi nelle considerazioni. Agli azzurri, per competere fino alla fine, bastava non perdere quei sei punti contro l’Empoli tra andata e ritorno. Nella prossima stagione il Napoli se la giocherà di nuovo alla pari con Milan, Inter e Juve per lo scudetto”.

La Roma di Mourinho è arrivata in finale di Conference League. Qual è il tuo pronostico? I giallorossi partono da favoriti rispetto al Feyenoord?

“Le finali sono sempre al 50%, non esiste una favorita in gara secca, può succedere di tutto. Sono partite alle quali arrivi con un determinato stato d’animo, con motivazioni importanti. Probabilmente, la Roma ha più qualità rispetto al Feyenoord, ma se la giocheranno alla pari. La differenza può farla l’esperienza di Mourinho in Europa. Spero che i giallorossi possano aggiudicarsi la prima Conference League. Sarebbe importante per il calcio italiano, dobbiamo rilanciarci a livello europeo”.

Dopo stagioni esaltanti, l’Atalanta non è riuscita a qualificarsi per nessuna competizione europea. Per la Dea è ormai finito un ciclo?

“Credo la squadra sia da rifondare, anche Gasperini si è sbilanciato. Negli ultimi anni l’Atalanta ha fatto cose straordinarie, ma ad un certo punto la flessione era inevitabile. C’è bisogno di recuperare energie soprattutto mentali. L’obiettivo era quello di qualificarsi per una competizione europea e non è stato raggiunto. Ci sono da fare valutazioni importanti su quei calciatori che quest’anno hanno deluso, senza mai incidere. La nuova proprietà continuerà sulla scia di Percassi, con lo stesso approccio e la stessa mentalità. La Dea tornerà ad essere una squadra temibile”.

La lotta salvezza è stata particolarmente avvincente. Cagliari e Genoa, dopo tante stagioni consecutive in massima serie, sono retrocesse in Serie B. Ti aspettavi un epilogo del genere? La Salernitana ha compiuto un vero e proprio miracolo, merito soprattutto di mister Davide Nicola?

“Quando retrocedi c’è sempre qualcosa che non è andato nel verso giusto, vuol dire che stai lavorando male già da un po’. Il Cagliari ha cambiato tre allenatori nell’arco della stagione. Il Genoa ha cambiato, oltre agli allenatori, anche la proprietà e ci sono state sicuramente delle problematiche interne. Sul campo i risultati, poi, sono stati pessimi. Dispiace perché si tratta di due piazze importanti, mi auguro possano risalire immediatamente in Serie A. C’è da lavorare e bisogna seguire il modello europeo: ci vogliono stadi di proprietà e academy per far crescere i giovani. Basta società super indebitate, il nostro calcio va risanato. Salernitana? Un miracolo da parte di Davide Nicola, come quello già fatto a Crotone. Ha trasmesso coraggio e autostima a tutto l’ambiente. Ha rischiato la debacle alla fine, ma la fortuna aiuta gli audaci. La salvezza è meritata, i granata hanno fatto un qualcosa di straordinario”.