Ancelotti al Bayern Monaco, Rummenigge: “Lieti di cooperare con lui”

Pubblicato il autore: Alessandro Legnazzi

AncelottiÉ vero. In Baviera la tradizione viene prima di tutto. Dagli aspetti folkloristici, dall’Oktoberfest, a quelli culinari, con lo stinco di maiale e la birra a fare da padrone in ogni stagione. In Baviera rispettano tutto e, dalle parti di Säbener Strasse, sede del quartier generale del Bayern Monaco, debbono aver pensato alla scaramanzia: nel 2012-2013 Jupp Heynckes era in corsa per tutto, in quella trionfale stagione vinta con tutto. Le fibrillazioni di mercato non riuscirono a contenere la bomba, presto esplosa: Guardiola sarebbe stato il nuovo allenatore dei bavaresi. L’annuncio arrivò a gennaio e il vecchio “Osram” non la prese benissimo, ma salutò nel miglior modo possibile dal Rathaus-Balkon con la terza Champions League in mano.

Lo steso episodio si ripete tre anni dopo, stavolta con Pep Guardiola protagonista passivo: ha vinto ad Hannover l’ennesima partita di Bundesliga e, di fatto, ha lasciato a Karl-Heinz Rummenigge l’incombenza dell’annuncio. “Siamo grati a Guardiola per tutto quello che ha dato al nostro club, spero che festeggeremo altri trofei in questa stagione. Il Bayern Monaco sarà guidato ancora una volta da un grande allenatore, Carlo Ancelotti“. Eccola l’ufficialità che tutti aspettavano, ecco la tradizione rispettata nel segno della scaramanzia.

Guardiola chiuderà l’esperienza bavarese senza aver vinto ogni trofeo, poiché all’appello mancherà la Supercoppa di Germania, competizione quasi sempre “regalata” al Borussia Dortmund e Wolfsburg con partite sperimentali. Come si chiuderà la stagione del Bayern Monaco? La Bundesliga non dovrebbe essere un grosso problema, la Pokal neppure: sulla Champions League possono essere nutriti dei legittimi dubbi sul passaggio del turno contro la Juventus (avversario ostico in Europa) e l’eventuale accoppiamento con il Barcellona. Un pò da romantici, ammettiamolo: quanto sarebbe bello vedere Guardiola vincere la Champions League contro la squadra che lo ha consacrato nell’Olimpo degli allenatori?

L’Italia può sorridere grazie a Carlo Ancelotti, un uomo equlibrato in campo e nei rapporti con le persone che ha vinto presso ogni latitudine. Dopo la sfavillante carriera iniziata a Milano e stoppata con un anno sabbatico, Ancelotti può ora permettersi di scegliere il meglio delle panchine europee. Ancora presto per la Nazionale, la Roma (come da lui sempre ammesso) dovrebbe essere il suo ultimo club, ridicole le opzioni Zenit come i ritorni a Londra (Chelsea) o Parigi. Ancelotti al Bayern Monaco: ha scelto il meglio, e noi italiani ne siamo contenti.

É ancora presto per capire come sarà il nuovo Bayern Monaco ma siamo certi che Ancelotti erediterà da Guardiola una macchina (quasi) perfetta, in grado d’interpretare più partite nell’arco dei novanta minuti: i biancorossi possono giocare con il 4-4-2 che il tecnico di Reggiolo disegnò – faticosamente – a Madrid, prima di essere ingiustamente allontanato con tutto lo spogliatoio coeso nel rimpiangerlo. Cristiano Ronaldo in primis. Ritroverà Xabi Alonso, cardine di un centrocampo che in Spagna funzionava a memoria, prima d’essere follemente regalato al Bayern Monaco.

Karl-Heinz Rummenigge ufficializza Ancelotti al bayern Monaco senza nascondersi dietro le solite dichiarazioni di depistaggio. Guardiola è ora costretto a emulare Jupp Heynckes per uscire da quale balcone con la coppa più prestigiosa alzata sotto il cielo di Monaco.

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