Semifinali Champions League, tanta Italia in panchina

Pubblicato il autore: Mattia Emili Segui

semifinali champions league

SEMIFINALI CHAMPIONS LEAGUE, IN PANCHINA SI PARLA ITALIANO. Nella serata di ieri si sono completati i quarti di finale, da cui sono usciti i nomi delle 4 semifinaliste che si daranno battaglia per conquistare l’accesso alla finale del 6 giugno all’Olympiastadion di Berlino. Nessuna sorpresa dunque, nelle gare di ritorno: Barcellona e Bayern Monaco si sono sbarazzate con irridente facilità dei propri avversari, mentre invece Juventus e Real Madrid hanno dovuto sudare le proverbiali “7 camicie” per guadagnarsi il passaggio del turno. Dando un occhiata alle squadre giunte sino alle semifinali Champions League, ci si accorge di come ci sia tanta Italia tra le prime 4 d’Europa. In tutte le panchine c’è uno stretto legame calcistico con il nostro paese, a partire ovviamente da Allegri e la Juventus, che rappresentano quindi in tutto e per tutto il tricolore tra le big del continente. Proprio Allegri si, l’allenatore toscano al quale il primo giorno di ritiro juventino era stata presa a calci e sputi la propria automobile e del quale dire che c’era un clima diffidente è forse riduttivo. In meno di un anno “Acciuga” (così veniva chiamato da calciatore) ha saputo allontanare la non poco ingombrante ombra di Conte sia tra i calciatori che, soprattutto, tra i tifosi.

Nelle semifinali Champions League, per la quinta edizione consecutiva, c’è il Real Madrid di Carlo Ancelotti: un allenatore considerato da molti il migliore del mondo. In Italia ha fatto grande il Milan, vincendo 2 Champions League, 2 Supercoppe Europee, 1 Mondiale per Clubs, 1 Scudetto ed una Coppa Italia e detiene inoltre il record di Champions League conquistate da allenatore (3). Grazie a lui il Real è tornato a trionfare lo scorso anno in Europa dopo 12 anni e a conquistare la tanto sospirata “decima”. Gli altri 2 allenatori in questione sono spagnoli, ma entrambe legati per qualche motivo all’Italia: Luis Enrique, come ben ricorderete, fu chiamato ad allenare la Roma nel 2011-2012, dopo che aveva guidato la squadra B del Barcellona. La sua annata fu tutt’altro che entusiasmante: terminò il campionato al 7° posto, fuori dalle zone europee, e la Roma venne eliminata al turno preliminare di agosto in Europa League. A fine stagione Luis Enrique e la Roma decisero di non continuare il proprio rapporto. L’altro spagnolo, Pep Guardiola, è riuscito a riportare il modello Barcellona del “Tiki Taka” a Monaco di Baviera, dove per tradizione i tedeschi amano un calcio più aggressivo e meno “vanitoso”. Da calciatore l’ex tecnico blaugrana ha militato negli ultimi anni della sua carriera in Italia prima a Brescia, nella stagione 2001-2002 (per poi tornarvi nell’estate 2003) e nella Roma nella stagione successiva.
SEMIFINALI CHAMPIONS LEAGUE, ALTRI “ITALIANI” ELIMINATI. All’appello delle semifinali Champions League mancano altri allenatori illustri che hanno fatto dell’Italia una seconda casa ed un importante passaggio della propria carriera. Uno su tutti Josè Mourinho, che come tutti sappiamo ha lasciato un ricordo indelebile nel cuore degli interisti. Il suo calcio si sposa in pieno con quello “all’italiana”: organizzazione, difesa e ripartenze. Altro tecnico che ha imparato molto dall’Italia (sia da calciatore che da allenatore) è Diego Pablo Simeone. Il “Cholo” dopo aver vestito le maglie di Pisa, Inter e Lazio, tornò nel nostro paese nelle vesti di allenatore a Catania, nel 2011, raggiungendo con i siciliani una salvezza tranquilla. Da lì la sua carriera è in costante crescita ed ora è riuscito a portare l’Atletico Madrid a giocarsi traguardi impensabili fino a qualche tempo fa e a stare stabilmente nell’èlite del calcio europeo. Checchè se ne dica, l’Italia è ancora dunque la culla della tattica, dove si insegna e si impara calcio.

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