Allegri come Sacchi, a Berlino col pressing alto: suicidio o arma vincente?

Pubblicato il autore: Francesco Mattei Segui

allegri sacchiCalcisticamente distanti, spesso così in disaccordo da discutere in diretta tv nei dopo partita su Mediaset Premium. Allegri e Sacchi, però, potrebbero trovare un clamoroso punto di incontro proprio nella partita più importante dell’anno, la finale di Champions League tra Juventus e Barcellona il prossimo 6 giugno a Berlino. Dalle indiscrezioni emerge infatti la volontà da parte del tecnico bianconero di affidarsi al cavallo di battaglia del suo illustre collega: il pressing alto, altissimo. In questi giorni di avvicinamento al match lo staff di Allegri sta visionando decine di video riguardanti le partite del Barcellona al fine di capirne i punti deboli (sempre che ci siano) e le eventuali contromosse. Il dato che è emerso in maniera lampante è relativo alle difficoltà blaugrana in fase di costruzione del gioco se pressata alta. Spesso i gol avversari sono venuti da palloni recuperati durante la fase di disimpegno della squadra di Luis Enrique.

Come il Milan di Sacchi

Imitare il Milan di Sacchi, dunque, pare essere la missione tattica di Allegri per ribaltare un pronostico decisamente sbilanciato a favore del Barcellona. I dubbi su questa strategia, qualora dovesse concretizzarsi, sono molti e non di poco conto. E’ vero che il Barca ha sempre sofferto le squadre che l’hanno attaccata alta, è altrettanto vero che se il disimpegno dovesse riuscire e non si dovesse recuperare palla, allora sarebbero dolori. Verosimilmente si subirebbe un contropiede guidato dall’attacco più forte del mondo. E abbiamo visto quanto letale sia il trio Messi-Neymar-Suarez per non considerare questa ipotesi. E’ impensabile sperare di non concedere qualcosa a quei tre pressando alto. E’ altrettanto impensabile affidarsi al “catenaccio ad oltranza” e sperare di arrivare, magari, ai rigori.

Il rovescio della medaglia

I movimenti in uscita, meglio conosciuti come disimpegni, sono diventati fondamentali nel calcio europeo attuale. Il pressing, specie in Champions League, è pratica consolidata, a differenza di quanto accade in Serie A. I top club europei non ti aspettano, ti vengono a prendere nella tua area, ti costringono all’errore per un recupero veloce del pallone. Sacchi è stato il precursore di questa pratica, ormai globalizzata. Fossi in Allegri, quindi, mi preoccuperei principalmente di preparare al meglio i disimpegni. In ambito europeo abbiamo visto troppe volte perdere palloni banali da parte della retroguardia bianconera. Addirittura un fenomeno come Pirlo è stato messo in difficoltà nella costruzione del gioco, arrivando a concedere pericolose ripartenze avversarie. A mio modo di vedere la partita si giocherà proprio lì. La chiave sarà impedire il più possibile il recupero palla blaugrana che dai tempi di Guardiola è l’arma in più del Barcellona.

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