Barcellona infinito. Quante opzioni per Luis Enrique

Pubblicato il autore: Pierluigi Guerci Segui

1701690-36032232-640-360

Barcellona infinito. Il Barcellona può giocare senza Neymar e vince, senza Suarez e vince. Ma senza Messi? Vince uguale. La prova ce l’ha data il match giocata ieri sera al Camp Nou tra Barcellona e Bayer Leverkusen. Blaugrana in affanno per 80 minuti di gioco contro un Bayer Leverkusen pimpante e organizzato che sembrava poter portare a casa il risultato di 0-1 con la rete di Papadopoulos alla quale il Barca non era riuscito a dare una reazione degna dei campioni d’Europa in carica. Mentre iniziavano già a piovere le critiche che Luis Enrique e il Barcellona orfani di Leo Messi fossero una squadra normale, al minuto 80′ proprio il neo entrato Sergi Roberto al posto di Ivan Rakitic, porta il Barcellona sul pareggio e premia l’intuizione di Luis Enrique. Passano solo altri due minuti e al minuto 82′ è Luis Suarez a chiudere il match ribadendo che il Barcellona non è soltanto Lionel Messi.

Luis Enrique aveva dichiarato alla vigilia del match di Champions League che Messi è insostituibile e che avrebbe apportato delle modifiche al modulo. Sul fatto che Messi non abbia sostituti siamo tutti d’accordo e ha ragione il tecnico ex Roma, mentre sul fatto del modulo, un Barcellona con un modulo diverso dal 4-3-3 non ce lo sapremmo immaginare. Nemmeno Luis Enrique che, infatti, ha mantenuto il 4-3-3 che continua a dargli gioie immense. Dentro Sandro Ramirez a comporre il tridente con i due marziani Neymar e Luis Suarez. Risultati scarsi, quindi fuori Sandro e dentro Munir El Haddadi. Altra mossa vincente di Luis Enrique. Due assist per il neo entrato e Barcellona che vince in rimonta contro un grande Bayer Leverkusen che dimostra ancora una volta di avere grandi idee di calcio e soprattutto giocatori di qualità infinita come il turco Calhanoglu e il tedesco Bellarabi.

Leggi anche:  Liverpool-Atalanta, l'altra faccia (piena di rimpianti) della medaglia nerazzurra

Ma le sorprese di ieri nella formazione blaugrana non sono sate solo nel tridente. Anche nella linea difensiva Luis Enrique ci ha messo del suo con Mathieu al posto di Jordi Alba per tenere più abbottonata la retroguardia catalana. Le cose non andavano bene e al minuto 60′ peggiorano con l’infortunio di Andres Iniesta e allora viene gettato nella mischia Jordi Alba, alzando Javier Mascherano in un centrocampo che fino a quel momento stava subendo decisamente troppo l’iniziativa dei tedeschi. Ancora una mossa vincente da parte di Luis Enrique.

Che il Barcellona non sia solo un insieme di campioni ma abbia anche un grande allenatore? Possibile. Forse ormai è certo. La Roma ha riposto troppa poca fiducia nel progetto tecnico che voleva iniziare Luis Enrique nella capitale. Non gli ha dato la possibilità di mostrare a pieno il suo reale valore come allenatore per via di una piazza che vuole i risultati subito. Però a Roma questi risultati continuano a non arrivare mentre Luis Enrique continua a togliersi soddisfazioni immense sia in campionato che in Europa.

Leggi anche:  Inter-Real Madrid, la Moviola: espulso Vidal e due rigori non dati? Ecco gli episodi chiave

Il Barcellona sabato alle ore 16.00 è atteso dal Siviglia nella tana del Ramon Sanchez Pizjuan, un campo fatale già al Barcellona due anni fa quando vinse la Liga l’Atletico di Madrid. Altra prova del 9 per il Barcellona orfano di Leo Messi e per Luis Enrique che nonostante i grandi risultati è sempre sotto il bersaglio dei più scettici. Non sarà una partita facile perchè il Siviglia è sempre una squadra ostica con un ottimo gioco e ottime individualità e soprattutto perchè gli andalusi navigano in pessime acque. Il Siviglia è, infatti, in quindicesima posizione della Liga BBVA con soli 5 punti raccolti nelle prime 6 uscite stagionali a più due dalla zona retrocessione. Una posizione di classifica che non sta certamente a genio ai tifosi del Siviglia così come ai giocatori che vorranno provvedere a rimediare sin da sabato proprio contro gli uomini di Luis Enrique.

  •   
  •  
  •  
  •