Champions League, ecco perché Premium non trasmetterà in chiaro le italiane

Pubblicato il autore: Rocco Menechella Segui

calendario champions leagueChampions League si parte tra le polemiche. Il direttore di Premium Sport Alberto Brandi, intervistato dal Corriere dello Sport, illustra i programmi di Premium legati alla Champions League:”Sembrerà strano ma per noi questa è una abitudine. Noi, come fanno altri, non lo consideriamo un anno zero. Ma un anno speciale, questo sì. Voglio dire una cosa per chiarezza. Da quando c’è stata la riforma della vecchia Coppa dei Campioni in un modo o nell’altro, vuoi in chiaro, oppure in condivisione o in pay, i diritti della Champions League sono sempre stati di casa da noi. Quindi è una cosa normale occuparcene, naturale. Siamo orgogliosi di questa esclusiva e della sua importanza. Abbiamo un potere notevole perché non si era mai avuta una esclusiva così della Champions League. E la squadra è pronta. Noi ci consideriamo una grande famiglia e per questa Champions abbiamo una squadra di fuoriclasse. Considero Arrigo Sacchi, uno che conosce il calcio come pochi, il nostro allenatore storico, con lui avremo Paolo Rossi che non ha bisogno di presentazioni e Ciro Ferrara, la nostra punta di diamante, lo abbiamo convinto con il nostro progetto. Penso anche a Balzaretti e ad Alessandro Lucarelli che lo scorso campionato ha fatto tanto, era in prima fila con il Parma. Vorrei sottolineare un aspetto…. Non è una squadra fatta a caso. Perché al di là di quello che questi opinionisti hanno espresso e rappresentato in campo per il calcio, mi piace pensare a ciò che sono come persone. Hanno valori e li difendono. E’ stata un’estate di colpi di scena e polemiche? Meno male che si comincia. Però anche qui ho da dire una cosa importante: noi abbiamo due anime, una pay e una in chiaro. Vogliamo tutelare entrambe ed è per questo che aggiungeremo sul chiaro un pre e un post partita legato alle sfide di Champions League, ma vogliamo tutelare anche gli abbonati perché chi paga per un certo prodotto non può vederselo ridotto. Per questo non daremo in chiaro le italiane, per non indispettire chi ha pagato per avere determinati contenuti”.

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