Le pagelle di Roma-Barcellona

Pubblicato il autore: Massimo Scialla Segui

Pagelle di Roma-Barcellona

Di seguito le pagelle di Roma-Barcellona:

Roma:

Szczesny, 6.5: incolpevole sul gol di Suarez, attento a coprire lo specchio su un’incursione di Messi e su un tiro di Busquets. Si fa male nel secondo tempo, lasciando un conto aperto con Suarez. Personalità.

Florenzi, 7.5: nasce centrocampista, spostato in attacco per intuizione, arretrato in difesa per necessità, sempre migliore, sempre più forte. La scorsa estate offerta da capogiro da parte di un top club per lui, la prossima ne arriveranno altre. Senza limiti.

Manolas, 7: anticipare, superare, murare uno come Neymar si può. Lo dimostra il difensore greco che fa sembrare tutto facile. Prepotenza, con stile.

Rudiger, 6.5: in netta crescita dopo la trasferta di Frosinone, doti atletiche da carrarmato. In un’occasione rischia grosso con una giocata troppo ardita, per il resto, puntuale.

Digne, 6: fuori posizione in occasione dell’apertura su Rakitic che porta al gol, forse perché vittima di un fallo ad opera di Messi. Testa alta, nel giro palla appoggio utile. Personalità.

Nainggolan, 6.5: al solito, corsa da vendere, grinta da vendere, insomma, si venda tutto, meno che il suo cartellino. Brutto fallo su Rafinha, costretto ad uscire per infortunio ad un paio di minuti dal suo ingresso in campo. Solo giallo, poteva andargli peggio.

De Rossi, 7: schermo insuperabile, copre tutte le linee di passaggio che ci sono da coprire, altrimenti anticipa, o sradica palloni. Alla bisogna. Lucido in campo e fuori, baricentro di una squadra corta ed equilibrata per 80 minuti.

Keita, 6.5: brutto rapporto con i ritmi alti, cresce con il passare dei minuti ed il calare delle energie, quelle degli altri. Quando entra in partita mostra il suo carisma.

Iago Falque, 7: in fase di non possesso (quindi quasi sempre) impiegato come esterno di centrocampo a sinistra, con compiti di raddoppio su Messi. Terzino aggiunto, sacrificio.

Salah, 6.5: anche per lui compiti di ripiegamento, con licenza di offendere. In contropiede rischia di far fare una pessima figura a Mathieu, per poco non ci riesce in un paio di occasioni.

Dzeko, 7: nessun pallone da poter scaraventare in porta, lavoro sporco quanto ne vuoi. Sui campanili comanda lui, fa salire la squadra, guadagna punizioni, e serve le incursioni delle ali. Stacanovista.

De Sanctis, 6.5: non facile entrare a freddo, ma tra i pali dimostra di saperci ancora stare, eccome. Se si tratta di uscirne, un po’meno. Esperienza.

Torosidis, 5.5: difficile non uscire con le ossa rotte dal paragone con Florenzi, che deve sostituire per crampi. In difficoltà per i minuti che gli spettano. Tiene.

Iturbe, 6: entra per uno spompato Iago Falque, deve coprire al suo posto e, magari, tentare di ripartire per alleggerire. Lo fa. Gregario, per ora.

Barcellona:

Ter Stegen, 5.5: non si può prender gol da centrocampo, è vero, ma l’anticipo sui passaggi lunghi degli avversari è una qualità ammirabile per un portiere, almeno finchè un avversario a caso non tira fuori dal cilindro una giocata da fuoriclasse puro. Malcapitato.

Sergi Roberto, 6: schierato fuori posizione fa il suo, la Roma lascia un po’di campo e lui approfitta per scendere spesso sulla fascia. Non il migliore “terzino destro adattato” in campo.

Pique, 6: la protezione di palla del suo diretto avversario è da spazientirsi quasi subito, lui non perde la calma, e spende bene il giallo da fallo tattico. Spesso chiamato ad impostare in assenza di Mascherano, si ritrova il pallone tra i piedi ed è incerto sul da farsi. Se la cava.

Mathieu, 5.5: in difficoltà contro il Messi d’Egitto (così chiamavano Salah fino a qualche tempo fa), troppo veloce per stargli dietro. Graziato.

Jordi Alba, 6: pericoloso quando arriva sul fondo, non impeccabile in fase difensiva. Florenzi è una furia e lo salta in più di un’occasione.

Busquets, 6: rubapalloni non troppo, ma molti arrivano sui suoi piedi dopo esser stati spazzati via dai difensori della Roma. Lavoro nell’ombra.

Iniesta, 6.5: fuoriclasse assoluto. Tutte le azioni pericolose del Barca passano per il suo sinistro, o destro, non si scandalizza ad usare anche quello. Architetto.

Rakitic, 5.5: in ombra, non incisivo come al solito. Nainggolan lo bracca in ogni parte del campo e lui riesce a venirne fuori solo uscendo direttamente dal campo, in favore di Rafinha.

Messi, 5.5: chi ha comprato il biglietto solo per vedere le sue giocate da numero 1 deve accontentarsi di un guizzo nel secondo tempo, grazie al quale colpisce però solo la traversa. Per il resto, poco altro.

Neymar, 5.5: Perplesso, trovare chi gli tenga testa in fatto di corsa non è cosa facile, e Manolas lo sorprende. Tecnica sempre sopraffina, prova a metterla in campo. Lesa maestà.

Suarez, 6: Sporco, brutto e cattivo. Poco corretto nei confronti di Szczesny, quando prova a togliergli il pallone dalle mani facendogli anche male. Apre le marcature e come spesso fa alla fine è decisivo. Posto giusto al momento giusto.

Rafinha, s.v.: la sua serata dura due minuti (vedi sopra). Auguri di pronta guarigione.

Mascherano, 6: Entra e fa quel che può per provare a scuotere i suoi. Le doti offensive non sono il suo forte, ma quanta visione di gioco. Alla fine nulla può.

Allenatori:

Rudi Garcia, 7: la prepara come meglio non poteva, riesce a dare ai suoi un gioco difensivo ma mai passivo. Opta per una squadra sempre molto corta e i calciatori lo seguono fino alla fine. E strappano un pareggio d’oro. Sacrificare un pedone per mangiare l’alfiere, mestiere suo.

Luis Enrique, 5.5: l’assenza di Dani Alves lo costringe ad un esperimento, ma il suo Barcellona non cambia gioco in base ai singoli. Preferise Mathieu a Mascherano per soffrire meno la fisicità di Dzeko, finendo per soffrire la velocità di Salah. Un tantino cervellotico.

Arbitro, Kuipers, 5.5: lascia correre, forse un po’troppo. Quasi rigore su Suarez: non segnalato. Quasi rigore su Nainggolan: non segnalato. Il gol dell’attaccante uruguagio è in fuorigioco millimetrico, l’avesse annullato avremmo sospettato della sua umanità, o di quella del guardalinee. Carica di Suarez su Szczesny da punire con un giallo.

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