Juventus: a Siviglia con Morata per il primato

Pubblicato il autore: Domenico Margiotta

morata-juve-recompra


Morata pronto per far ricredere Allegri. Un anno fa Llorente (oggi proprio al Siviglia) guidava Morata nell’ultima fase del suo inserimento nel mondo della Juventus, tra consigli e sostegno. Il giovane centravanti spagnolo, dopo un periodo complicato di inserimento, si stava conquistando il posto di inamovibile e il seguito della sua stagione, soprattutto in Champions League, lo avrebbe portato alla consacrazione definitiva. Dodici mesi dopo tutto questo sembra azzerato, la sua posizione nella gerarchia juventina scivolata verso la panchina, i suoi rapporti con Allegri diventati un pochino tesi. Tutto alla vigilia dell’abbraccio all’amico Llorente. Morata in questa situazione ci è finito un po’ per colpa sua, un po’ per caso e un po’ per le scelte di Allegri.

Le colpe di Morata possono essere ricondotte all’atteggiamento tenuto nelle recenti uscite, in cui al bomber sono stati concessi gli ultimi minuti di gara. Smanioso di spaccare il mondo in uno spezzone di partita, Morata è stato spesso egoista, anche pasticcione, indisponente come quando, con il Manchester City, ha perso palla forzando una giocata e non si è nemmeno lanciato all’inseguimento dell’avversario che gli aveva rubato la palla, scatenando l’ira funesta e comprensibile di Allegri. D’altra parte, se Morata ultimamente è entrato in campo senza l’equilibrio necessario, ha in qualche misura a che fare con l’equivoco tattico che ha caratterizzato la prima fase della stagione. I tentativi di giocare con il tridente o con un 4-3-1-2, hanno relegato lo spagnolo al ruolo di ala sinistra, allontanandolo dalla porta e finendo per creargli un palpabile disagio tattico, di cui lo stesso giocatore si è lamentato. E mentre succedeva tutto questo, la Juventus è passata al 3-5-2, Dybala è sbocciato e Mandzukic è esploso segnando reti pesanti.

Leggi anche:  Serie A, dove vedere Juventus-Bologna streaming gratis e diretta tv: Sky o Dazn?

Khedira l’indispensabile che non c’è. Statistiche alla mano, quando gioca lui la Juventus non perde mai. Peccato che Sami Khedira di partite ne abbia disputate davvero poche con la maglia bianconera. Appena sette, un terzo di quelle affrontate da Buffon e compagni. Colpa dei muscoli fragili che il campione tedesco si porta appresso se ha trascorso più tempo in infermeria che in campo. Ma non è una novità e, stavolta, non è colpa della preparazione della Juventus. Basta scorrere la carriera del centrocampista ex Real Madrid per rendersi conto di quanto sia stata funestata da continui ko: ha vinto tanto, ma ha sofferto pure molto. Soprattutto ha sempre alternato presenze e prestazioni pesanti con lunghi stop (il più eclatante, nella stagione 2013-2014, quando si è rotto il legamento crociato in Nazionale ed è stato fermo sei mesi).

Leggi anche:  Inter-Barcellona streaming Sky Sport e diretta tv Canale 5? Dove vedere Champions League

E neppure nella sfida di Champions League contro il Siviglia, Khedira sarà in campo: l’ordine di Massimiliano Allegri, di concerto con lo staff medico, è quello di non rischiarlo, ma di attendere che l’ennesimo sovraccarico muscolare venga smaltito. “Non vale la pena affrettare il ritorno, non prendiamo rischi, sarebbe pericoloso, i giocatori devono rientrare quando sono sani”, questo il messaggio del tecnico. E chissà se tra Fiorentina e Carpi (le due gare di campionato prima della sosta natalizia) il tedesco farà la sua ricomparsa in campo oppure per rivederlo con la maglia della Juventus occorre attendere il nuovo anno.

  •   
  •  
  •  
  •