Il ritorno di Zidane: traghettatore o l’uomo giusto per il Real?

Pubblicato il autore: Nello Simonetti Segui

zidaneIl ritorno di Zidane in Italia, nelle inedite vesti di allenatore, rappresenta uno dei temi più interessanti di questo ottavo di finale di Champions League. L’ex fuoriclasse della Juventus, dopo la milionaria cessione proprio al Real Madrid, era già tornato, da calciatore, dalle nostre parti, ironia della sorte, contro la sua ex squadra in quella memorabile semifinale di Champions edizione 2002/2003, quando dovette ingoiare l’amaro calice dell’eliminazione ad opera dei suoi vecchi compagni. Altri tempi ed altre circostanze. Il fuoriclasse francese, a prescindere dall’esito di quel doppio confronto, ben poco aveva da dimostrare alla platea italiana ed Europea. Di gran lunga diverso il discorso relativo alla sfida di stasera. Il ritorno di Zidane in Italia desta notevole curiosità perchè si tratta del primo impatto del nuovo tecnico delle merengues in un impegno di un certo spessore, dopo le prime giornate alla guida alla guida di Cristiano Ronaldo e compagni. Il francese è subentrato a Benitez, esonerato a furor di popolo (e anche di spogliatoio…) dal presidente Florentino Perez dopo il pari di Valencia, racimolando il rispettabile bottino di 16 punti in sei partite, arricchiti dall’altrettanto rispettabile score di 23 reti realizzate. Quasi quattro di media a partita. Soltanto il Betis è riuscito a frenare la marcia inarrestabile della Real casa da quando si è consumato l’avvicendamento in panchina. Bravura del nuovo allenatore o semplice liberazione dell’intero gruppo da un tecnico sgradito. Il ritorno di Zidane servirà, almeno in parte, a chiarire proprio questo. Deportivo La Coruna, Sporting Gijon, Betis Siviglia, Espanyol, Granada e Athletic Bilbao appaiono bocconcini fin troppo teneri da addentare, soprattutto per una squadra desiderosa di dimostrare al mondo le proprie qualità dopo l’infasuta esperienza di Benitez sulla panchina madrilena.
Esame Champions – Quale test più attendibile della più importante manifestazione per club? Il dubbio che la scelta sia ricaduta su di lui solo allo scopo di traghettare la squadra verso una degna conclusione di stagione è più che legittimo, ma le circostanze e, soprattutto la tempistica, lasciano pensare anche all’ipotesi opposta. Un traghettatore, in genere, lo si prende in una fase molto più avanzata e non con una Champions ferma ancora alla sua prima fase. Del resto, l’ex fuoriclasse francese, le sue qualità carismatiche le aveva ampiamente dimostrate sul campo, guidando nazionale francese, Juventus e lo stesso Real Madrid verso innumerevoli trionfi. Chiusa la carriera agonistica, in maniera quasi naturale, ha cominciato ad allenare la cantera madrilena, confermando la sua predisposizione alla conduzione. Qualcosa in più, dunque, di un semplice traghettatore, ma una scelta mirata di Florentino Perez in un momento particolarmente delicato della stagione, quando ha deciso di cambiare l’allenatore. La Champions, probabilmente gli darà risposte molto più precise sulla reale caratura dell’uomo che ha voluto alla guida dei suoi giocatori. A cominciare da stasera, contro un allenatore navigato come Luciano Spalletti. Il ritorno di Zidane nella terra che lo ha consacrato al grande calcio sarà particolarmente speciale, non solo per lui, ma anche per chi gli ha affidato una responsabilità così grande come quella di guidare il club più prestigioso del mondo.

Leggi anche:  Papu Gomez, l'Atalanta riparte dal suo capitano. A partire da stasera
  •   
  •  
  •  
  •