Juve, ecco come battere il Bayern in tre punti (G): gruppo, gioventù e gioia

Pubblicato il autore: Mario Massimo Perri Segui

Il fattore G. Sembrerebbe un titolo di un libro di psicometria, ma è – più semplicemente – quello che occorre alla Juve per battere il Bayern Monaco ed accedere ai quarti di finale di Champions. Dopo essere stati messi sotto torchio da Lahm e compagni per 60′, i bianconeri sono riusciti a reagire grazie alla compattezza del proprio gruppo, a giovani come Sturaro, autore del gol del 2-2 e alla ‘Gioia’, quel fenomeno che si chiama Paulo Dybala invidiato dall’intero panorama calcistico internazionale.

LA FORZA DEL GRUPPO – Il gruppo è imprescindibile in una squadra di successo. La Juve ce lo insegna. Tra i calciatori bianconeri sembra esserci un senso di appartenenza difficile da trovare in altre squadre, con una totale condivisione degli obiettivi comuni e un rispetto dei ruoli che predispone i calciatori al sacrificio (vedi Mandzukic, un attaccante che ricopre alla perfezione anche la fase difensiva). Lo zoccolo duro dello spogliatoio, composto dai vari Buffon, Marchisio, Bonucci, Barzagli, Evra, Khedira e Chiellini (assente contro il Bayern) potrà rivelarsi un’arma importante nella partita di Monaco.

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GIOVENTU’ – Non a caso, la traduzione del termine latino Juventus è proprio gioventù. La dirigenza di Corso Galileo Ferraris, soprattutto negli ultimi anni ha intrapreso la strada più sana e vincente per poter puntare in alto e, allo stesso tempo, far quadrare i conti del bilancio: quella di puntare sui giovani. Il lavoro svolto da Marotta e Paratici, coadiuvati da una fitta rete di osservatori, ha permesso alla Juve di ritrovarsi in rosa (e non solo in rosa, visto che i due dirigenti hanno bloccato quasi tutti i prospetti italiani) un patrimonio inestimabile, se si pensa a quanto valgono i vari Pogba (arrivato gratis, vale 100 milioni), Dybala (pagato 40, ne vale 60 o forse più), Morata (acquistato per 20 milioni, il Liverpool sembra disposto ad offrine 60), Rugani (costa più di 20 milioni) e tanti altri. Sicuramente, Pogba e gli altri giovani bianconeri cercheranno di dare quel tocco di incoscienza in più necessario per andare a Monaco e fare l’impresa.

Robben chiede la maglietta a Dybala

Juve – Bayern, Robben chiede la maglietta a Dybala

GIOIA – E’ il terzo fattore, ma – probabilmente – il più decisivo in questa prima metà (e oltre) di stagione per la Juve: Paulo Dybala, classe ’93, soprannominato ‘la Gioia’. Un predestinato. Un calciatore dal talento cristallino e con la testa sulle spalle come pochi altri. Forse, come nessuno. E’ il presente ed il futuro dei bianconeri. E’ stato investito tanto su di lui, ma in breve tempo (dopo l’iniziale periodo di ambientamento) è riuscito a ripagare la società di tutti gli sforzi fatti. Martedì scorso si è visto poco, ma – nonostante ciò – è riuscito ad ottenere il massimo da uno dei pochi palloni toccati. D’altronde, se un giocatore del calibro di Arjien Robben è andato da lui a fine partita a chiedergli la maglia, un motivo ci sarà. E, non è difficile capirlo: ‘la Gioia’ è il maggior punto di forza dei bianconeri in questo momento. Il giocatore che, con le sue reti, ha trascinato la Juve al record di vittorie consecutive nel nostro campionato. L’attaccante che non sta facendo rimpiangere Carlos Tevez ai tifosi. A lui, più di ogni altro, si chiede di trascinare la squadra nella partita di ritorno.

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