Roma: non sarà il Real Madrid a far rientrare la Curva Sud

Pubblicato il autore: Simone Meloni Segui

curve stadio olimpico

E mentre tutta la città (sponda giallorossa) si prepara a quella che sembra essere la sfida del momento. Mentre tutti attendono il Real Madrid dei Galacticos nella speranza di ben figurare in Champions e accendere ancor più quella fiammella di ottimismo che dall’avvento di Spalletti ha ricominciato a brillare in sordina, la protesta della Curva Sud e di molti tifosi generalmente localizzati in altre parti dello stadio, continua. Uno strano balletto mediatico è stato posto in essere negli ultimi giorni. Qualcuno si è apprestato a parlare di “ritorno della Sud” alla notizia dell’esaurimento dei biglietti per quello che fu il settore caldo del tifo giallorosso.

Ci si aspetterebbe più preparazione su certi argomenti. Soprattutto se a trattarli è chi sostiene di essere navigato nell’ambiente pallonaro. La Sud sarà piena, è vero. Ma va sottolineato come il tifo organizzato non sarà comunque presente, questo perché non avendo acquistato i biglietti in prelazione è stato possibile, di fatto, comprare tutti i biglietti della curva in vendita libera. Logica conseguenza è che molti di quelli che non sono soliti frequentare l’Olimpico hanno potuto ottenere un biglietto nel settore “meno costoso” (le virgolette sono d’obbligo, considerando i 40 Euro posti in essere per un settore situato a un centinaio di metri dal campo e con una visibilità limitata).

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Domani sera, quindi, la Curva Sud non ci sarà. O almeno non ci sarà quella Curva Sud che siamo sempre stati abituati a vedere e di cui si avverte l’assenza da inizio stagione. In altre annate sarebbe stato un tripudio di colori, coreografie e passione. Ora no. Non lo è e non lo può essere. Stritolati dai diktat governativi e dalle velate minacce di esimii Questori e Prefetti, i ragazzi con bandieroni e striscioni non hanno nessuna intenzione di fare un passo indietro.

Ciò che si fatica a comprendere è che una protesta, un dissenso, un disagio, non si placa in base all’importanza della gara, altrimenti non avrebbe alcun senso di esistere. Il Real Madrid vale quanto l’Hellas Verona ultimo in classifica. Perché con i madrileni la gestione dell’ordine pubblico non avverrà certo in maniera differente. Né verranno abbattute la barriere e scongiurati i rischi di sanzione pecuniaria in caso di cambio posto. La diserzione dello stadio Olimpico non è un capriccio o un atto di rappresaglia adolescenziale. O peggio ancora, come qualche stolto ha asserito, un modo come un’altro per tutelare “i propri interessi”. La diserzione delle due curve romane, semmai, è la risposta più giusta e logica agli ultimi vent’anni di totale sopraffazione del tifoso, anche quello medio, in luogo di un prodotto cancerogeno e malato come il calcio.

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Se poi a qualcuno piacerà così. Se preferità avere un pubblico silenzioso, seduto e passionale “solo quando più gli conviene” vorrà dire che quella di domani sarà solo la cornice di un quadro che nei prossimi anni comporrà i nostri stadi. Poco male. Non vanno condannati i ragazzi o i signori che domani hanno deciso di entrare per vedere una partita “di cartello”, va condannato chi sempre più rende il calcio uno sport d’élite e lontano da quel popolo che lo ha reso celebre e unico. Lo stesso che domani non ci sarà, per dignità. A volte bisogna anche sapersi fermare e resistere alla tentazione, anche se di fronte c’è la donna più bella del mondo.

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