Bravo Max, ma non mettere Zaza è stato un errore

Pubblicato il autore: valeria93 Segui
Simone Zaza (espn)

Simone Zaza (espn)

“Olympus has fallen” (Attacco al potere) recitava il titolo di un famoso film interpretato da Gerard Butler e diretto da Fuqua, in una sintesi che ben può sposarsi con le clamorose gesta, quasi sfiorate dalla Juve nel match all’Allianz Arena contro la corazzata tedesca dalle mille risorse. Dall’apice alla caduta, in un attimo: questa la parabola discendente che ha visto protagonista la Juventus di Allegri, impegnata a tentar di distruggere le sicurezze, a tratti inesistenti o vacillanti del Bayern Monaco, uscito in egual modo vittorioso da uno scontro senza precedenti soltanto dopo i tempi supplementari. Un match che senza ombra di dubbio ha consacrato, se mai ce ne fosse stato bisogno, la Juventus nel tempio delle grandi, conferendo il giusto valore ad una squadra che ha affrontato i titani del calcio senza batter ciglio, con la speranza, e fino al 91′ la convinzione, di aver coronato una vera e propria impresa dissoltasi in una nube d’illusione.

IL FATTORE “ZAZA” – Ma cosa sarebbe cambiato nell’infuocata notte di Champions con la presenza di Zaza? Magari il risultato avrebbe comunque dato ragione ai bavaresi, ma i bianconeri ne avrebbero guadagnato in termini di gioco e vivacità, costruendo numerose azioni da gol e sfruttando il sopraffino fiuto da gol del calciatore. Se infatti, almeno sotto il profilo tecnico e l’approccio mentale nella prima frazione di gioco la Juve è stata superlativa dimostrando di saper condurre sapientemente le redini del gioco, l’altra faccia della medaglia rivela qualche defaillance di troppo che ha dato luoghi a rimpianti e amarezze soprattutto nel secondo tempo, durante il quale la squadra di Allegri ha preferito arroccarsi in difesa senza tenere testa agli avversari, per poi crollare dinanzi ai continui assalti del Bayern. Già eroe dell’ostico match disputato allo Juventus Stadium contro il Napoli, Simone Zaza fatica anche in campionato, tuttavia, ad emergere come dovrebbe nell’organica e compatta rosa della Vecchia Signora, che neppure ieri ha offerto al giovane talento l’opportunità di poter calcare il manto erboso dell’Allianz Arena. Parliamo di un giocatore che, seppur poco utilizzato, ha già siglato 4 reti decisive in campionato (7 considerando anche i match europei, di cui 3 segnate dopo il suo ingresso in campo) con una media di un gol ogni 79 minuti di gioco. Se alcune tra le più decisive scelte tattiche di Massimiliano Allegri sono state dettate dalla situazione di emergenza e dall’obbligo, altre avrebbero sicuramente rappresentato una sorta di asso nella manica per riuscire ad imporsi su un Bayern del tutto smarrito in avvio di gara e orfano di Arjen Robben. L’abilità tecnica di Zaza, prezioso sia in fase di impostazione che di recupero, avrebbe forse potuto rappresentare, al posto di Mandzukic, un’interessante chiave di lettura nel delicato gioco della Juve, volto a sorprendere il Bayern in contropiede ed alzare il baricentro sfuggendo alla micidiale presa di Neuer.

Se infatti la predisposizione al match dettata da Allegri è stata a dir poco eccellente, la stessa eccezione positiva non può valere per le sostituzioni effettuate dal tecnico che ha preferito puntare su Pereyra, Sturaro ed un Mandzukic non in grande spolvero, laddove al contrario l’abilità di Guardiola ha colpito nel segno proprio sotto questo punto di vista. Gli ingressi di Thiago Alcantara e Coman hanno infatti ridisegnato completamente il volto del match ribaltando le gerarchie in campo e conferendo maggiore dinamismo e freschezza alla manovra offensiva del Bayern. Viziata in parte dalle pesanti assenze di Dybala, Chiellini e Marchisio, di certo pedine insostituibili nel competitivo scacchiere bianconero, il match della Juventus non ha fatto che oscillare tra alti e bassi in un’instabile giostra impazzita su cui però Simone Zaza sembra, ancora una volta, non aver trovato il giusto spazio.

In un oceano infinito di “se” e “ma”, tra l’amarezza, la rabbia ed il sogno ormai distrutto dell’avventura europea, la Juve tuttavia è giunta al capolinea per nulla ridimensionata dal confronto con i tedeschi.

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