Idea Inter, wild card per la Champions League

Pubblicato il autore: Giuseppe Buonadonna Segui

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Intervistato alla BBC, il Ceo nerazzurro Michael Bolingbroke ha parlato della sua squadra ed al fatto che l’Inter fosse una delle squadre con il livello di brand più alto d’Europa: “L’Inter è costruita su un patrimonio straordinario – dice l’ex direttore organizzativo del Manchester United Siamo probabilmente una delle migliori dieci squadre di calcio in tutto il mondo dal punto di vista del marchio. Mi piacerebbe vedere l’Inter in una posizione di classifica di Deloitte che riflette la sua posizione nella graduatoria del brand. Ciò significherebbe che siamo ritornati in Champions League, che stiamo riempiendo un San Siro rinnovato, e che stiamo coinvolgendo il pubblico di tutto il mondo. Il che significherebbe che gli orari delle partite sono stati spostati al pomeriggio”.

Il dirigente nerazzurro parla anche di un metodo alternativo per poter partecipare alle edizioni di Champions League a prescindere dalla posizione in classifica, si tratta della Wild Car: “La distribuzione del reddito tv qui si basa sulle prestazioni, non solo nel corso dell’ultimo anno, ma degli ultimi cinque e degli ultimi 50. C’è un sistema meritocratico. Ci sono club che non hanno partecipato alle competizioni di cui hanno bisogno. Molti di questi club hanno un enorme fan base, che traina la Uefa e le entrate. La domanda ora è: c’è bisogno di trovare un equilibrio tra tutto questo e tra i club che hanno ottenuto buoni risultati negli ultimi 12 mesi? Le conversazioni che abbiamo avuto con la Uefa indicano che loro hanno compreso appieno le nostre preoccupazioni e che stanno per affrontarle”.

Bolingbroke poi parla anche della Serie A in generale e della grossa differenza che ha con la Premier League, e su come si possa fare per tentare di migliorare il nostro campionato: “È necessario abbracciare mercati internazionali e domestici. Piuttosto che essere interessati ai ricavi di Stoke o Palace, come club e Lega abbiamo bisogno di imparare dalla Premier League. Non è un caso se la Premier sta andando così bene. Ci sono voluti anni di pianificazione. Quando si vede una partita di Premier League, c’è sempre sold out. L’illuminazione è migliore, l’erba è più verde. Si tratta di vedere un prodotto in tv e dire ‘vorrei essere lì’. Quando si vede una partita e gli stadi sono mezzi vuoti, non si ha lo stesso appeal… Quando abbiamo trasmesso le partite alle 20.45, nel cuore della notte in Asia, abbiamo perso il 75% della fan base. Decisioni del genere devono essere discusse in Lega. La gente vuole vedere le partite in diretta. Questa è l’emozione del calcio. Non è un bene quando i match vengono trasmessi alle 3”.

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