Real Madrid-Roma, Spalletti: “All’Olimpico ci siamo incasinati la vita, ma niente è impossibile”

Pubblicato il autore: Saverio Felici Segui

real madrid-roma
A poche ore dal fischio di inizio di Real Madrid-Roma, match  di poche speranze e molti sogni per i giallorossi sconfitti (forse ingiustamente) 0-2 durante la gara di andata, il tecnico Luciano Spalletti ha concesso un’ulteriore intervista, stavolta ai microfoni del sito ufficiale della Uefa. L’allenatore ha parlato delle possibilità della sua squadra dichiarandosi non del tutto pessimista, ribadendo l’importanza della massima competizione europea, e lasciandosi andare ad alcuni commenti sul suo ritorno in giallorosso e alla sua nuova esperienza nella capitale finora.
Queste le dichiarazioni integrali di Luciano Spalletti a uefa.it, alla vigilia di Real Madrid-Roma.

La Roma al Bernabeu ha già vinto. Che prospettive vede per questo Real Madrid-Roma?
Noi ci siamo veramente incasinati la vita. Quando parlavo del 50% di possibilità di passare era perché credevo in una vittoria all’Olimpico. Loro però sono stati più bravi e più fortunati di noi. E’ vero quello che hanno detto in molti, che abbiamo giocato alla pari e il risultato poteva essere diverso. Ora bisogna esser realisti, è tutto più difficile ma non impossibile. Non dobbiamo pensare al risultato attuale, o la rimonta diventerebbe impossibile nella nostra testa. Dobbiamo pensare a segnare prima di loro. Se segni subito poi a livello psicologico la partita cambia. Dobbiamo andare là e giocare per fare gol e per non prenderne: se ci riusciamo, lo scenario sarà diverso. Tutto il lavoro sta nel fare gol e nel non farne fare uno a loro.

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Cosa l’ha spinta a tornare a Roma?
La bellezza del posto, della squadra, dei colori e del club. Poi ho sempre avuto un sentimento profondo per tutto questo, quindi la scelta è stata facile.

Cos’è la Roma per Luciano Spalletti?
E’ importante prima di tutto sapere cosa c’è intorno. Sapere cos’è la Roma, vedere le persone con questo sentimento profondo per i colori. Un amore profondo per la squadra. E allora sai che devi contribuire a questi cuori, a queste persone che credono nella squadra, che hanno voglia di lottare e vincere per lei. Vieni coinvolto forzatamente.

Che idea si è fatto di questa Roma e quali sono i suoi progetti?
Vedendola da fuori sapevo che era una buona squadra, il compito mio era di far ritrovare ai giocatori quelle qualità che evidentemente avevano. Abbiamo fatto vari passi avanti, ma c’è ancora molta strada verso quella che è una solida mentalità da porre dentro la squadra. Una volta abituati ad essere leggeri ci vuole tempo, e una ripetitività di ordine che devi imporre ai giocatori perché imparino che quella è la cosa più importante della vita. Il resto viene dopo. La famiglia e la squadra, i tifosi e il risultato sono l’obbiettivo per cui devi lavorare tutti i giorni, naturalmente anche privandoti di qualcosa.

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Cosa significa per lei la UEFA Champions League?
E’ il paradiso del calcio, la qualità assoluta dello sport che amo di più. E’ il massimo confronto. Lo dice anche la canzone… Voi siete i campioni, voi siete i più bravi, voi siete i migliori…Trovarsi in contesto di questa qualità, tra i migliori, è la cosa più bella.

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