Cristiano Ronaldo, eguagliato Del Piero: 11 reti su calcio di punizione in Champions. Ecco tutti i “tipi” di punizioni con i migliori specialisti di ogni epoca

Pubblicato il autore: Mattia Emili Segui

cristiano ronaldoCon la tripletta al Wolfsburg, Cristiano Ronaldo ha trascinato alla vittoria e alla qualificazione in semifinale di Champions League il suo Real Madrid. Per il portoghese, autentica macchina da gol, sono diventati ora 94 i centri nella massima competizione europea (anche se uno è stato realizzato in un turno preliminare). Nemmeno a dirlo, si tratta del record assoluto nella “Coppa dalle grandi orecchie”, ed il suo grande rivale Leo Messi è staccato ora di 11 lunghezze (83). Oltre a questo, il fenomeno di Madeira ha eguagliato un altro record, precedentemente appartenuto in solitaria ad un artista nostrano del pallone: con il gol al 77° minuto, “bucando” la barriera e battendo così Benaglio, ha totalizzato 11 reti su calcio di punizione in Champions League, come Alessandro Del Piero. Certamente CR7 ne ha calciate anche di migliori in passato: molti demeriti nell’occasione vanno alla barriera che si è aperta colpevolemente ed al portiere dei tedeschi che è partito in ritardo per intercettare il pallone, ma con questo gol il madridista entra di diritto nella storia ed approda nella “cerchia” degli specialisti del gesto tecnico.
Nella storia del calcio, sono stati molti gli “artisti” che, in maniera differente, hanno realizzato delle vere e proprie opere rimaste impresse negli occhi dei tifosi. Il calcio di punizione è uno dei gesti più spettacolari del gioco del calcio: un misto di abilità tecnica, concentrazione, calcolo, coordinazione ma anche di istinto e pura follia a volte. Noi di Supernews abbiamo voluto fare un approfondimento sui i vari modi di calciare le punizioni, ricordando quelli che secondo noi sono stati gli interpreti migliori di ogni speciale categoria.

1)A giro: La modalità di calcio di punizione che vediamo più di consueto, dove la precisione e la sensibilità del piede è tutto. Proprio per questo, al tiro a giro vengono accostati alcuni dei più grandi giocatori di tutti i tempi. Il re di questa categoria è con molta probabilità il miglior giocatore della storia: Diego Armando Maradona. Una sensibilità di piede unica e un genio inimitabile: sono 14 per lui i centri nel nostro campionato su calcio da fermo. Indimenticabile la sua pennellata al San Paolo contro la Juventus nel 1985: punizione di seconda dentro l’area di rigore, la barriera corre verso Maradona che beffa tutti facendo passare il pallone sopra le teste degli avversari con un tocco morbidissimo che si insacca alle spalle di Tacconi. Se dal lato statistico non è tra i primi nella storia nella specialità, sicuramente lo è dal lato tecnico. La piazza d’onore va all’ “Mozart” Andrea Pirlo, anch’egli un grande specialista del “tiro a giro”. Il centrocampista di Brescia, ora al New York City, con gli anni ha affinato sempre di più la tecnica nell’esecuzione dei calci di punizione, e ad oggi è sicuramente uno dei più completi calciatori della storia in questa specialità. Ad inizio carriera,  dopo aver osservato da vicino il suo mentore Roberto Baggio (prima all’Inter poi al Brescia) cominciò a calciare e segnare punizioni con il classico colpo sopra la barriera. fatalmente i portieri). Negli ultimi anni alla Juventus e in Nazionale, ha cominciato a variare sensibilmente i modi di calciare da fermo, ma con identica impeccabile efficacia. Sopra la barriera, sotto, a giro, dal limite dell’area, dalla distanza, il “Maestro” con il numero 21 sulle spalle è ormai un cecchino quasi infallibile.  Appena un gradino sotto troviamo un altro giocatore dotato di un potere “divino”, come il suo Codino che lo ha reso celebre in tutto il mondo: Roberto Baggio. Il pallone d’oro 1993 è al terzo posto nel numero di reti segnate in Serie A su calcio di punizione a quota 21. Proprio il suo allievo ai tempi del Brescia lo ha superato in questa specialità, almeno dal punto di vista numerico. Scalzati dal podio in questa categoria gente come Platini e Zico, non certo delle seconde scelte in quanto ad abilità tecniche ed importanza che hanno avuto nella storia di questo sport.

2)Di potenza: Lunga rincorsa e bolidi a velocità supersoniche! In questa categoria, ovviamente, appartengono quei calciatori che hanno fatto della potenza fisica e atletica le loro qualità migliori. Il più celebre esponente di questa speciale categoria è il brasiliano Roberto Carlos: bassa statura ma qualità atletiche straripanti. Un attaccante relegato sulla linea difensiva che con il suo sinistro ha sfoderato siluri di 137 km/h. Roberto Carlos era uno specialista anche nei tiri di collo-esterno, che vedremo poi nel dettaglio nell’apposita categoria.  Un altro calciatore verdeoro ha fatto della potenza la sua dote migliore: Adriano Leite Riberiro. L’ex di  Inter, Fiorentina, Parma e Roma nei primi anni della sua carriera era una forza della natura ed aveva tutte le credenziali per diventare uno dei migliori giocatori al mondo. Adriano si presentò al grande pubblico non ancora ventenne con una punizione realizzata a 170 km/h in un amichevole estiva al Bernabeu contro il Real Madrid. Poi le varie vicissitudini extracalcistiche hanno portato alla progressiva discesa dell’Imperatore. Sul podio dei tiri “di potenza” figura anche  Francesco Totti: il capitano e simbolo della Roma ha trasformato fin ora 20 calci di punizione in Serie A, per lo più calciando forte sotto la traversa. Spesso Totti predilige il calcio di punizione indiretto, ovvero con un tocco di un compagno a muovergli il pallone.

3)A giro di potenza: In questa categoria ci sono quei calciatori capaci di realizzare gol su punizione mixando perfettamente potenza e precisione. Il numero uno, stando anche alle statistiche, è senz’altro il  record-man della Serie A in questa specialità: Sinisa Mihajlovic. Il suo mancino gli ha permesso di segnare da qualsiasi posizione. Il fresco ex allenatore del Milan, oltre ad aver centrato il bersaglio per 28 volte nel campionato italiano, è detentore di un altro record: in un Lazio-Sampdoria del 98’, con la casacca biancoceleste, realizzò una storica tripletta su punizione. Per quanto riguarda i gol totali del serbo c’è qualche equivoco: in un Vicenza-Lazio del 99′ il suo tiro venne deviato in porta dal difensore vicentino Dicara. Per le regole che vigevano all’epoca si trattò di autorete, in quanto ogni deviazione di un giocatore avversario toglieva la paternità del gol a chi avesse calciato. Con le norme attuali invece, si sarebbe trattato di gol senza ombra di dubbio, visto che quello che conta ai fini dell’assegnazione della marcatura è che il pallone sia indirizzato verso la porta.
Viaggiando fino in Inghilterra, nella patria del Football, troviamo David Beckham: lo Spice Boy (il prototipo ideale di calciatore-azienda) concentrava la maggior parte del suo talento sui calci piazzati. Le parabole ad effetto tagliato venivano generate da un particolare modo di prendere la rincorsa e di calciare, con il corpo molto inclinato sulla gamba d’appoggio.
Chiuso dai “grandi tiratori a giro” sopra citati, c’è posto in questa categoria per l’uomo della storia juventina e colui che deteneva il record in Champions League fino a martedì sera: Alessandro Del Piero. “Pinturicchio”, come lo chiamò l’Avvocato Agnelli, è stato autore di vere e proprie pennellate d’autore. Sono ben 52 in carriera su calcio di punizione, che lo eleggono il miglior italiano per numero di reti totali in questa specialità. Inoltre in Serie A è subito alle spalle di Mihajlovic e Pirlo a quota 22. Sul podio ex aequo con l’ex capitano bianconero, uno che proprio con quest’ultimo si è scontrato molte volte in campo: il “ChinoRecoba (13 reti in serie A). Scenderà una lacrima a tutti gli interisti ripensando a quel gol fenomenale dalla distanza in quell’Inter-Brescia del ’97 (giorno del suo debutto in nerazzurro): un carico di genialità, incoscienza, potenza e precisione che fece conoscere a tutto il mondo quello che forse è stato uno dei talenti più “sprecati” della storia. Anche una volta tornato in Uruguay, fino alle ultime partita ha deliziato la platea con giocate e gol anche da calcio d’angolo.

4)La maledetta: Come sottolinea il nome, è forse il calcio di punizione più odiato dai portieri: la difficoltà è quella di battezzare la direzione del pallone, che spesso cambia all’ultimo istante. L’inventore moderno di questo inconsueto modo di calciare (una rivisitazione del calcio a “foglia morta”, con il pallone che va dritto, senza ruotare su se stesso, per poi abbassarsi improvvisamente) è stato il brasiliano Juninho Pernambucano. Il suo modo di calciare, studiato nei minimi particolari per sua stessa ammissione da Pirlo, gli ha consentito di realizzare gol da distanze impossibili. Più lontano dalla porta è il punto della battuta e più facilmente Juninho riusciva a far abbassare in tempo il pallone davanti al portiere, ingannandolo fatalmente. E’ appena alle spalle di Ronaldo e Del Piero per numero di calci punizione realizzati in Champions, ben 10; in totale in carriera sono 55 centri per lui. Juninho, in occasione degli ultimi mondiali in Brasile ha affermato: Pirlo non solo ha copiato il mio modo di calciare ma è riuscito a perfezionarlo. Se giocassi ancora oggi, cercherei di farmi spiegare le sue modifiche per impararle. Lo stesso Pirlo, che ha importato e “brevettato” in Italia la maledetta, ha spiegato infatti nella sua autobiografia “Penso quindi gioco” come dopo molti tentativi falliti in allenamento riuscì, guardando foto e video di Juninho, ad individuare la parte precisa del piede con cui colpire il pallone. Alle spalle dei due maestri della maledetta si piazza proprio lui, Cristiano Ronaldo, vincitore di 3 palloni d’oro e forse il giocatore più completo della storia. Il suo modo di calciare è reso unico anche per la sua particolare rincorsa: gambe divaricate, corpo perpendicolare al pallone, e conteggio rigoroso dei passi. Ai tempi di Manchester CR7 calciava di collo-esterno, prediligendo la potenza alla precisione. Poi col tempo la macchina perfetta portoghese si è specializzato in un tipo di punizione che possiamo definire un’ibrido tra la “maledetta”, approfondita in precedenza, e il tiro di potenza.

5) Sotto la barriera: Un modo furbo e un po’ irrisorio di battere i portieri, ma che in alcune circostanze si rivela l’unica soluzione efficace. Quando la barriera salta, per evitare di essere scavalcata dal pallone, solo chi ha il genio nel proprio DNA può pensare di far passare la sfera sotto i calciatori che difendono: se il pallone passa, al 99% il portiere non può arrivarci. Pirlo nel suo periodo juventino ha sperimentato con molto successo anche questa tecnica: nel solo girone di andata della stagione 2012-2013 ha estratto dal cilindro 3 punizioni vincenti in questa maniera, nel giro di poche settimane. Sicuramente avrà osservato qualche anno prima Ronaldinho: il giocoliere brasiliano sfoderò questo colpo a sorpresa più volte ai tempi del Barcellona, ripetendosi di recente nel campionato verdeoro. Anche Lionel Messi, che ereditò la maglia numero 10 blaugrana da Dinho, è riuscito a segnare in questa maniera, in un Argentina-Uruguay nel 2012.
6)Le tre dita: Altro colpo molto spettacolare, vale a dire il calcio di punizione calciato con le 3 dita più esterne del piede. Anche in questa categoria Roberto Carlos detta legge: in particolare viene ricordato una sua punizione in un Francia-Brasile del 1997 di Confederation Cup. Quella fu uno dei colpi da fermo più spettacolari di sempre: distanza considerevole dalla porta, pallone colpito d’esterno sinistro che prende una traiettoria ad uscire, per poi rientrare all’ultimo verso la porta infilandosi precisamente tra palo e portiere, raggiungendo ben 137 km/h. Molto simile nel modo di calciare e forse ispiratore di Roberto Carlos fu qualche anno prima un altro brasiliano, Claudio Branco. Non uno dei più grandi e famosi della storia, ma il suo sinistro aveva dei poteri insoliti. Campione del mondo nel 94′ con la Selecao, viene ricordato in Italia per le sue reti con la maglia del Genoa: molto spettacolari quelle vincenti contro il Liverpool in Coppa UEFA e quella in un derby con la Sampdoria.

Una citazione a parte meritano due giocatori, il quale compito non era esattamente quello di calciare e segnare punizioni: i sud americani Chilavert (Paraguayano) e Rogerio Ceni (brasiliano). Ruolo: portiere, ma in sud America il calcio è follia e divertimento, così anche due estremi difensori sono diventati leggenda più per l’abilità con i piedi che per gli interventi tra i pali. Chilavert ha totalizzato 62 gol in carriera, di cui 15 su punizione: nel 1999, inoltre,è stato l’unico portiere a realizzare una tripletta (anche se su rigore), in una gara del campionato argentino. Rogerio Ceni, ancora in attività, ha toccato incredibilmente quota 125 reti, con ben 60 calci da fermo vincenti.

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