Simeone: “Bello battere il Bayern. E un giorno allenerò l’Inter”

Pubblicato il autore: Eugenio Usai Segui

Atletico Madrid's coach Diego "Cholo" Simeone reacts during their La Liga soccer match against Villarreal at Vicente Calderon stadium in Madrid April 5, 2014. REUTERS/Sergio Perez (SPAIN - Tags: SPORT SOCCER)

Stringendo i denti e con vittorie di misura il sogno Atletico continua. Anche ieri gli uomini di Simeone hanno compiuto un’altra epica partita sconfiggendo il tiki-taka di Guardiola, anche se, come al solito, hanno patito i feroci assalti dei bavaresi. Simeone deve ringraziare l’eccezionale gol di Saul e la sua rocciosa difesa, la quale ha ben saputo svolgere il suo compito anche senza un elemento importante come Godìn. Nel post partita l’allenatore argentino ha commentato così il match: “Mi aspettavo una partita del genere, bellissima, con due squadre con caratteristiche completamente diverse. Nel primo tempo abbiamo fatto la partita che volevamo, e anche molto bene, mettendo molta pressione al Bayern; nel secondo tempo è andata esattamente al contrario, loro hanno fatto meglio e hanno avuto diverse opportunità per pareggiare“. Stando a ciò che abbiamo visto, si potrebbe dire che Atletico – Bayern Monaco sia stata una replica dei quarti di finale di ritorno: Colchoneros con pressing aggressivo e soffocante effettuato nel primo tempo e catenaccio atto a difendere le pericolose incursioni offensive degli avversari nel secondo tempo; ciò potrebbe indicare che il debito d’ossigeno che avviene poco dopo la ripresa è l’unico limite (che è normale) dei rojiblanca, perché il loro muraglione difensivo è così solido da compensare qualsiasi difetto.
Complimenti vivissimi ai Colchoneros e a Simone, ma il lavoro dovrà essere finito all’Allianz Arena, con un Bayern spinto dal pubblico di casa e che sarà assetato di gol; lì sì che Simeone e i suoi dovranno fare gli straordinari per contrastare i panzer tedeschi, ma prima c’è da pensare alla più vicina sfida contro il Rayo Vallecano: “La mente già all’Allianz? Dobbiamo pensare al Rayo Vallecano, sabato, poi arriverà una bellissima gara dove loro faranno il gioco di sempre, in un bellissimo stadio, con molto spazio per noi . Vediamo chi riesce a leggere meglio la partita e chi approfitta meglio della palla o degli spazi“. Giusto. Dobbiamo ricordarci che l’Atletico sta combattendo anche per la vittoria Liga, già presa nel 2014, per un sogno che sembra ripercorrere quella magnifica e sfortunata, allo stesso tempo, annata del 2014. Un obbiettivo che con questa squadra è più che possibile, e magari una volta ottenuto, dove si potrebbe collocare il Cholo? “ Sono orgoglioso di essere qui e sono dove voglio stare, ma sono un allenatore giovane e prima o poi andrò a Milano. In Italia sono stato 7-8 anni, qualcosa mi è rimasto di tutti gli allenatori che ho avuto, e mi ha fatto pensare a questo tipo di gioco che faccio. Non è un’idea solo italiana, ma generale: sono argentino ma ho giocato anche in Spagna, sono riuscito a prendere le cose migliori da ogni posto in cui sono stato. All’Atletico siamo più adatti a questa forma di gioco e va bene così per il momento“. Quel “prima o poi andrò a Milano” è un auto invito che dovrebbe essere ascoltato da Thoir, che potrebbe mettere in panchina un tecnico che, al momento, è tra i più bravi motivatori e organizzatori tattici che ci siano e che con i giocatori giusti potrebbe portare l’Inter in lidi ben più prestigiosi dell’Europa League. Tuttavia ora c’è Mancini, che a quanto pare si vuole tenere stretta la sua Inter. Bisognerà vedere se società e tifosi saranno dello stesso avviso una volta che il Cholo esprimerà più di una velata autocandidatura.

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