Giù le mani dal Cholo

Pubblicato il autore: Luca Bonaccorso Segui

simeone

Va adesso in onda qui di seguito un breve sunto dei vari commenti di addetti  ai lavori (o presunti tali)  dopo Bayern-Atletico Madrid di ieri.

Che vergogna: l’Atletico ha vinto difendendosi tutta la partita. L’Atletico ha fatto solo il contropiede e ha segnato per giunta in fuorigioco. Doveva passare il Bayern perchè ha creato più occasioni. Questa regola del gol in trasferta è ingiusta. Devono togliere questa cosa del gol in trasferta che vale doppio. Non è giusto che la squadra più forte sia fuori e quella più forte in finale. Simeone si sa solo difendere. Simeone sa solo provocare ed aizzare gli avversari. Guardiola è meglio: produce più spettacolo.
E via dicendo…

Insomma, semplificando di molto il discorso si potrebbe dire che in parecchi credono che ad uscire ieri sera sia stata la squadra più forte: ma siamo sicuri?
Sicuri che meritasse una squadra che ha preso quattro gol dalla Juve, due dal Benfica e altri due dall’Atletico? la difesa è importante. O no?
Sicuri che meritasse di passare una squadra che su almeno trenta occasioni create (tra andata e ritorno) ne ha capitalizzate solo due?
Sicuri che nel calcio non sia più importante giocare di gruppo, essere uniti e coesi anzichè essere un pò di prime donne messe assieme per raggiungere un obiettivo?

Parliamoci chiaro: il Cholo Simeone, che stia simpatico o no, ieri ha vinto su tutti i punti. L’Atletico è un esempio meraviglioso di vita, dove non importa se tu sei più scarso o magari bistrattato: la cosa fondamentale è crederci, combattere e lottare fino all’ultimo.
Chiamatela garrachiamateli attributi, chiamateli come volete… ma giù le mani dal Cholo.
Un allenatore fantastico, che studia l’avversario come pochi al mondo: quante volte l’avete visto allo sbaragio l’Atletico? Mai. Quante volte avete visto questa squadra in campo senza rigor di logica o con poche idee? Mai.
I Colchoneros ti attendono, ripartono e ti colpiscono: e lo fanno con velocità e precisione nei passaggi. Difficile, molto difficile, che sprechino un pallone. Impossibile che ne sprechino due.
I giocatori in campo si aiutano per 90 minuti e più: se ne salti uno, c’è subito pronto il secondo in raddoppio.
Griezmann, il gioiello della squadra, proprio colui che ha eliminato il Barca e ieri sera il Bayern, nel primo tempo mentre i suoi soffrivano faceva l’esterno di fascia e correva avanti e indietro: nella ripresa, dopo il suo gol, è diventato anche un mediano. Sempre al servizio dei compagni.
Ma non basta: un altro dettaglio fondamentale che abbiamo potuto notare anche ieri è stata la tenuta atletica della squadra del Cholo. Gli avversari intorno al 60′ crollano, loro durano 90 minuti: il Bayern nella ripresa spingeva per inerzia e forza di volontà, l’Atletico difendeva con testa e gamba senza soffrire più di tanto la stanchezza.

Qualcuno continuerà a dire che il Cholismo fa schifo, qualcun’altro farà il grande esteta del calcio dimenticandosi della pochezza delle squadre italiane che non hanno ne garra ne riescono a fare il tiqui-taca, qualcun’altro ancora dirà  che è passata la squadra che non meritava perchè più scarsa e meno spettacolare.
Il Cholo  intanto torna a Milano, da finalista di Champions League: con buona pace degli esteti.

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