I numeri del fallimento europeo della Roma di Pallotta

Pubblicato il autore: Giovanni Cardarello Segui

Fallimento Roma Pallotta EuropaTanta delusione per il risultato sportivo con annesso danno economico, altrettanta preoccupazione per il modo in cui è maturato. La Roma, come confessato a caldo da Spalletti, esce dalla Champions League “spezzata in due“. L’eliminazione col Porto, i cartellini rossi rimediati tra andata e ritorno, l’approccio sbagliato alla decisiva gara dell’Olimpico raccontano di un’immaturità di fondo della squadra che a Trigoria si credeva ormai alle spalle. E invece ancora una volta, in occasione dell’appuntamento da non fallire, puntuale è arrivato il passo falso del gruppo, oltre che dei singoli. Su tutti Daniele De Rossi, capace in 10 anni di raccogliere sul campo 14 espulsioni tra giallorosso e Nazionale. Un curriculum per nulla invidiabile che fa il paio con quello della Roma ‘americana’ in Europa. Da quando la società è passata di mano sono infatti stati tanti i bocconi amari da inghiottire in ambito continentale. Luis Enrique, Garcia e Spalletti hanno raccolto solo delusioni tra Champions ed Europa League. In cinque anni – dall’eliminazione ai Play-off dell’ex coppa Uefa con lo Slovan Bratislava a quella di martedì col Porto – sono arrivate appena tre vittorie (con Cska, Feyenoord e Bayer Leverkusen) su 22 partite disputate, con un bilancio gol fatti-subiti (25/46) da profondo rosso. Una miseria resa ancor più evidente dai restanti 9 pareggi e 10 ko, alcuni dei quali umilianti (l’1-7 dell’Olimpico col Bayern Monaco e il 6-1 a Barcellona). Insomma l’immagine della Roma a livello internazionale, tanto a cuore al presidente Pallotta, è tutt’altro che migliorata. E ora dovrà fare i conti con le inside dell’Europa League, torneo lungo, dispendioso e con una favorita d’obbligo, il Manchester United di Mourinho, Ibrahimovic e Pogba, che potrebbe avere ripercussioni anche sul campionato. Sarà compito di Spalletti gestire le energie fisiche e nervose di un gruppo che ha mostrato ancora alcune lacune nell’organico. Il tecnico, rimasto a dormire a Trigoria dopo la notte da incubo vissuta all’Olimpico, dovrà decidere se puntare tutto sulla corsa scudetto oppure se cercare di portare avanti parallelamente le due competizioni (oltre alla Coppa Italia), col rischio però di non avere forze a sufficienza per arrivare fino in fondo. Al momento l’unico obiettivo di Spalletti, che ha parlato con la dirigenza per un punto di mercato e avuto un confronto con la squadra prima dell’allenamento, è quello di rimettersi al lavoro per provare a “fare due-tre mesi eccezionali” in grado di restituire alla Roma quelle certezze che prima del Porto sembrava aver assimilato.

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Fallimento Roma Pallotta Europa, le scuse di De Rossi a Maxi Pereira

Martedì ko in campo, ieri sotto i ferri. Le immagini di Maxi Pereira sulla sedia a rotelle al ritorno in Portogallo non lasciavano presagire nulla di buono per l’uruguayano, colpito da De Rossi nel preliminare di Champions tra Roma e Porto. Gli esami ai quali è stato sottoposto hanno evidenziato una profonda ferita alla gamba destra, con lussazione del tendine tibiale posteriore. Il giocatore, come spiega il Porto, è stato operato e dovrà stare fermo per un po’. De Rossi si era già scusato con Maxi Pereira per il brutto intervento (che gli è costato il cartellino rosso) nella pancia dell’Olimpico, spiegando di non voler far male. Il mediano giallorosso, col resto della squadra, ieri è tornato ad allenarsi a Trigoria, per cominciare a preparare la sfida di domenica in campionato contro il Cagliari (in gruppo anche Florenzi, recuperato per la trasferta sarda). Prima di scendere in campo, Spalletti ha parlato ai giocatori, ribadendo di essere orgoglioso per il percorso affrontato fino al doppio confronto con il Porto. Adesso, il messaggio del tecnico, c’è l’obbligo di ricostituire, senza dimenticare le cose buone (Spalletti ha mostrato le statistiche della partita, molte a favore della Roma, in 9 contro 11) e gli errori. “Non ci sono scusanti, gli alibi sono dei deboli. Dovremo sconfiggere questa sconfitta che da oggi diventa un nuovo avversario da battere con impegno e lavoro“.

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