Maledizione Champions, Italia aggrappata alla riforma

Pubblicato il autore: Nello Simonetti Segui

championsProbabilmente, parlare di maledizione Champions per le squadre italiane è inappropriato, oltre che riduttivo, guardando i deludenti risultati degli ultimi anni. Non ci sono infatti congiunture astrali sfavorevoli ad orientare i passi falsi in serie compiuti dai nostri club, specie nei preliminari, che sono costati la possibilità di presentare quattro compagini ai nastri di partenza del torneo, come avveniva con regolarità fino al primo decennio del nuovo millennio. Da qualche anno non è più così, complice una crisi gravissima, non solo economica, in cui è piombato il nostro calcio, incapace di tenere il passo con gli altri tornei. Una maledizione Champions che ormai colpisce tutti, compresa la Juventus, dominatrice in Italia, ma capace di un unico guizzo felice, con la conquista della finale di due anni fa, persa poi contro il Barcellona. La sconfitta patita dalla Roma ieri sera all’Olimpico è la cartina di tornasole di una crisi ancora lungi dall’essere superata. Spiragli, al momento, non se ne vedono. Si confida, come al solito, nella Juventus, unica tra le due rimaste in corsa, a poter ambire a qualcosa di importante. Difficilmente il Napoli, peraltro ancora un cantiere aperto dopo la cessione di Higuain proprio ai bianconeri, potrà sfatare la maledizione Champions delle italiane. Non è nostra intenzione addentrarci in una complicata analisi delle cause di questo crollo, nè nella ricerca di possibili soluzioni. Possiamo però aggrapparci ad una ciambella di salvataggio lanciata proprio dall’Uefa, grazie alla quale, non risolveremo, ma renderemo meno drammatica (sportivamente parlando ovviamente, i drammi veri sono quelli che il centro Italia sta vivendo in queste ore) questa maledizione Champions.
La riforma – Già venerdì, all’indomani del sorteggio della fase a gironi, potrebbe arrivare una grande svolta per la massima competizione continentale. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, la Uefa comunicherà già a Montecarlo il nuovo format della competizione. Sempre 32 i club ammessi ai gironi, con 4 squadre qualificate direttamente per i tornei più importanti (Spagna, Inghilterra, Germania e Italia). Respinta, invece, l’idea di introdurre delle vere e proprie wild card per “meriti storici”, da destinare ai club rimasti fuori dal sistema di qualificazione classico. Un’autentica boccata d’ossigeno per una nazione come la nostra, dalle grandissime tradizioni, ma vittima dei suoi stessi controsensi ed incapace di cancellare questa maledizione Champions che non solo le impedisce di vincere, ma anche di essere competitiva. Inoltre, altro dettaglio non trascurabile, i club riceveranno più soldi rispetto a prima, e all’interno dei calcoli per la nuova ripartizione dei premi entreranno anche bacino d’utenza e risultati storici. Un po’ come avviene in Italia per la suddivisione dei diritti televisivi. Insomma, con più squadre ai nastri di partenza, e più soldi ricavabili grazie alla partecipazione, la maledizione Champions potrà essere più facilmente superata. Almeno questa  la speranza. Anche perchè, la sensazione forte è che se le cose fossero rimaste invariate, l’Italia difficilmente si sarebbe riappropriata del quarto posto perso qualche anno fa e avremmo continuato a parlare per chissà quanto tempo ancora di maledizione Champions. La riforma ci dà una mano, è auspicabile che i nostri club sappiano approfittarne…

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