Play off di Champions League: una maledizione iniziata nell’estate 2010

Pubblicato il autore: Mario Grasso Segui

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Play off di Champions League fatali ancora una volta. Questo ormai non fa più notizia. Si sa e tutti hanno ormai parlato del flop della Roma, che dopo aver rincorso il terzo posto (sfiorando il secondo), non è riuscita a mettere la ciliegina sulla torta con l’accesso alla fase vera e propria del torneo, uscendo di scena in casa contro il Porto e “retrocedendo” in Europa League. Un destino che però ha accomunato tante altre squadre italiane da quando, nella stagione 2010/11, i turni preliminari sono stati riformati e l’ultimo turno, quello decisivo, si chiama play off e vede la divisione netta tra squadre vincitrici di campionati nazionali e “piazzate”. Un regolamento che, a quanto pare, penalizza i club italiani, spesso costretti ad affrontare sfide che sono tutt’altro che formalità, mentre da altre parti si giocano gare come Ludogorets-Viktoria Pilsen, con tutto il dovuto rispetto per queste compagini.

Ma la storia delle debacle italiane nei play off di Champions League parte da lontano. Come detto dalla stagione 2010/11. La Sampdoria di Cassano e Pazzini, dopo aver avuto la meglio sul Palermo per il quarto posto (ne avevamo ancora tre sicure e una dai play off, ndr), si presenta alla sfida contro il temibile Werder Brema. La gara di andata in Germania sembra una “Caporetto”, ma Pazzini limita il passivo sul 3-1 e tiene viva la speranza per il ritorno. A Marassi è grande Samp per un’ora, ma poi dal 3-0 si passa al 3-2, che nega anche l’ipotesi supplementari. Da qui inizia il calvario blucerchiato che culminerà con la retrocessione in B.

Passa un anno. Tocca all’Udinese, che con la vecchia formula dei preliminari nel 2005/06 era riuscita a entrare nella fase a gironi. Il sorteggio è però durissimo: c’è l’Arsenal. Sconfitta con onore all’Emirates Stadium solo per 1-0. Beffa nel ritorno dove, al Friuli, Di Natale illude poi i Gunners ribaltano tutto e vincono 3-1.

L’anno dopo i friulani ci riprovano, dopo aver beffato ancora la Lazio chiudendo terzi (è il 2012/13 la prima stagione con due squadre dirette e una dai play off, ndr). Il sorteggio sembra benevolo e l’1-1 esterno contro il Braga sembra confermarlo. Eppure nel ritorno in casa è ancora 1-1 e stavolta si arriva fino ai rigori, dove la spuntano i portoghesi. Udinese ancora out.

Il tabù sembra però spezzarsi nel 2013/14. Presenza illustre nei play off, si tratta del Milan. Non è la squadra gloriosa di un tempo, ma si può sperare. Eppure il pareggio in casa del PSV dell’andata fa temere il peggio. A San Siro però una rete di Balotelli e una doppietta dell’ultimo grande Boateng rossonero regala al Milan l’accesso ai gironi.

Ma, come si suol dire, una rondine non fa primavera. E infatti l’estate successiva si torna a piangere. Il Napoli sfida l’Athletic Bilbao. Stavolta primo round in Italia, al San Paolo, e quasi si rischia grosso: finisce 1-1. Il ritorno parte bene con i partenopei in vantaggio, ma poi finisce 3-1 per i baschi.

Il resto è storia recente, con la Lazio che nell’estate scorsa ha “regalato” l’ultima delusione prima di quella dei cugini giallorossi di ieri sera. Esattamente un anno fa dopo l’1-0 rifilato all’Olimpico al Bayer Leverkusen, i biancocelesti crollavano nel ritorno in Germania proprio contro le “aspirine”. Penultimo tassello di un puzzle di delusioni che è ha aggiunto un ulteriore pezzo ieri sera.

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