Riforma Champions League 2018-2020: ecco cosa cambia

Pubblicato il autore: Rocco Menechella Segui

Champions-League

Riforma Champions League: ci siamo! Ufficialità da parte dell’UEFA. Dal 2018 Germania, Spagna, Inghilterra ed Italia avranno di diritto 4 squadre alla fase a gironi. Ma non sarà l’unica novità. A Nyon nella giornata di giovedì non si è svolto solamente il sorteggio della fase a gironi di Champions League per la stagione 2016-2017, ma sono state poste le basi anche per il triennio 2018-21, che sarà caratterizzato da alcune novità.  L’esecutivo dell’UEFA, al termine di un incontro con i rappresentanti dell’ECA (su tutti Rummenigge, Agnelli e Gandini) ha infatti dato l’ok ad una nuova formula della massima competizione europea per club. L’annuncio ufficiale è arrivato nella giornata di venerdì: la novità principale è rappresentata dal fatto che le prime 4 nazioni del ranking avranno 4 squadre qualificate direttamente alla fase a gironi, senza passare per i play-off (altri dettagli riguardanti l’accesso alle competizioni verranno sanciti da qui alla fine dell’anno). In sostanza, ci sarebbe il raddoppio certo delle squadre italiane ai gironi di Champions, considerato che negli ultimi cinque anni, solo il Milan nella stagione 2012-2013 è riuscito a superare i playoff. Eliminate, invece, Roma, Lazio, Napoli e Udinese. Dalla stagione 2013-2014 ad oggi, l’Italia ha avuto in tutto 6 squadre ai gironi di Champions, mentre con la riforma, almeno per il triennio 2018-2020 ne avrà 12. Poi, però, bisognerà mantenerle!

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Altre novità: la vincitrice dell’Europa League accederà direttamente alla fase a gironi, senza passare per gli spareggi. Verrà inoltre utilizzato il ranking per club: sino ad oggi assegna solamente il posto nelle fasce nei sorteggi, dal 2018 in poi avrà anche un peso economico. Verrà composto da tre blocchi di risultati: dal 1956 (inizio Coppa dei Campioni) al 1993 (inizio Champions); dal 1993 al 2008; infine l’ultimo decennio (fino al 2018). I risultati recenti avranno più valore. E verrà usato sia nei sorteggi di agosto (niente più teste di serie i campioni nazionali) che in quelli ad eliminazione diretta (per evitare per esempio che possa esserci un Juventus-Bayern Monaco agli ottavi di finale). La distribuzione finanziaria ai club sarà aumentata per entrambe le competizioni. Il nuovo sistema di distribuzione finanziaria, composto da quattro pilastri (quota di partenza, risultati nella competizione, coefficienti per singoli club e market pool), vedrà premiate maggiormente le prestazioni sportive, mentre diminuirà la quota relativa al market pool.

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Restano in vigore il ranking per nazioni per quanto riguarda i 4 posti automatici bisognerà però sempre prestare attenzione a Portogallo, Francia e Russia, che al momento inseguono il nostro paese in classifica. Restano ancora da definire, oltre alle 16 squadre dei grandi paesi, come arriveranno a partecipare alla fase a gironi le altre 16 squadre che dovranno completare la prima fase a gironi. Come se non bastasse verrà creata una società di consulenza UEFA-ECA, che permetterà ai club di essere maggiormente ‘dentro’ l’organizzazione della competizione. Insomma l’UEFA ha voluto in toto allontanare i fantasmi di una SuperLega. Possibile anche che dal 2021 in poi alcune gare si possano giocare nei fine settimana (col campionato spostato al mercoledì) ed anche in campo neutro. Queste le parole al riguardo di Theodore Theodoridis, segretario generale UEFA ad interim, rilasciate proprio al sito ufficiale dell’UEFA: “L’evoluzione delle competizioni UEFA per club nasce da vaste consultazioni con tutti gli interlocutori e tiene conto di un’ampia gamma di competenze e prospettive. Le modifiche continueranno a garantire la qualificazione in base a meriti sportivi e il diritto di tutte le federazioni e i loro club di partecipare alle principali competizioni europee. Siamo contenti che il calcio europeo rimanga legato ai concetti di solidarietà, competizione equa, distribuzione uniforme e buon governo“.

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