Champions League: la Juve deve crederci col Siviglia

Pubblicato il autore: valerio vitali Segui

juve siviglia
Dopo tanta attesa è finalmente arrivato il giorno dell’esordio in Champions League per la nuova Juventus targata “HD”, ovvero Higuain – Dybala. Il Siviglia, per stessa ammissione del tecnico Allegri è una delle squadre più temibili in Europa, grazie soprattutto al record storico centrato in Europa League: mai nessun club infatti è mai riuscito a vincerla per tre volte consecutive. Certo, in molti obietteranno che la ex Coppa UEFA non è e non sarà mai al livello della Champions, ma alzi la mano chi pensa di poter salire sul gradino più alto del podio di una competizione per cinque volte in dieci anni.

L’AVVERSARIO – Il gioco degli spagnoli, anche con il cambio di panchina (Sampaoli al posto di Emery passato al PSG) rimane pur sempre offensivo e il modulo di gioco, quel 4-2-3-1 dal sapore molto internazionale potrebbe creare più di qualche spauracchio alla difesa granitica della Juventus e della Nazionale.
Le tre mezze punte al servizio del tecnico argentino sono rapide e dotate di grande tecnica. Molto probabilmente come trequartista giocherà Franco Vazquez, che fino a due mesi fa era la punta di diamante del Palermo, dove ha fatto molto bene nelle stagioni appena trascorse proprio col gioiellino di casa Juve, Paulo Dybala.
Altri pericoli giungeranno da Vietto, ottimo acquisto arrivato dall’Atletico Madrid. Anche lui argentino, anche lui giovane e promettente e con un curriculum europeo di tutto rispetto.
L’esperienza a livello internazionale fa sempre la differenza in questi casi e la preparazione a questi match non sfavorisce di certo il Siviglia e il 2-2 nei 90′ contro il Real Madrid nella Supercoppa Europea è la testimonianza di come una squadra, seppur di minor valore rispetto ai blancos o al Barcellona, può dire la sua grazie alla qualità del gioco proposto.
D’altro canto va anche sottolineato che Sampaoli è sì, un allenatore preparato, con esperienza e con sapienza tattica, ma il calcio europeo rispetto a quello sudamericano è tutt’altra cosa e soprattutto, la Champions, rispetto a qualsiasi altra partita di Serie A o Liga.

LA JUVENTUS- I bianconeri arrivano a stasera coi favori del pronostico, su questo non ci piove, ma per i tanti motivi sopra elencati sarà meglio evitare di calare l’attenzione, ma siamo sicuri che Allegri farà di tutto per tenere alta la concentrazione all’interno di uno spogliatoio che quest’anno si è arricchito di grandi personalità come Dani Alves e Higuain, che hanno apportato, oltre alle doti balistiche, anche quel “quid” europeo che in questi match fa la differenza. Dopo la costruzione di una rosa simile da parte della dirigenza, c’è tutto per poter fare bene in questa edizione di Champions League e siamo certi che anche il precedente incontro della stagione (2-o il tabellino finale allo Stadium) sarà un incentivo in più per la Juve a dover fare bene, per far capire a tutti gli addetti ai lavori che la squadra allestita quest’anno è più forte rispetto a prima.
Di quella partita, questa sera, mancheranno i protagonisti, vale a dire Zaza e Morata che avevano timbrato il cartellino con i due gol, entrambi quasi allo scadere delle due frazioni di gara. A Dybala e Higuain il compito di non far rimpiangere questo “vuoto”, ma ci sono tutti i presupposti affinché questo non avvenga.

Infine, sebbene sia scontato dirlo e ripeterlo, ci sono tantissimi altri motivi per vedere Juve Siviglia questa sera e tra i tanti anche la curiosità di sapere se i bianconeri avranno aumentato la loro credibilità in campo internazionale. Non esiste vittoria in Europa che non passi per la paura psicologica che si riesce a trasmettere agli avversari. Si prenda come esempi quelli di Barcellona, Bayern e Real Madrid. Creare un mito di forza ed invincibilità porta automaticamente ad un approccio mentale superiore rispetto alle avversarie di turno, una sorta di sudditanza psicologica che intimorisce ed è a questo quello realmente punta la “Vecchia Signora”, ma è un cammino lungo, sebbene già a buon punto, ma che si perpetua solo e soltanto attraverso un unico dogma: vincere.

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