Guardiola e Ancelotti, finisce in Champions il filotto di vittorie

Pubblicato il autore: valerio vitali Segui

guardiola ancelotti

Di tutti i risultati della serata di ieri in Champions League, quelli che restano sotto gli occhi di tutti sono la sconfitta del Bayern al Calderon contro l’Atletico Madrid ed il pareggio del Manchester City in Scozia contro il Celtic.
Entrambe le squadre detenevano un record davvero invidiabile, che condividevano fino a qualche settimana fa anche con il Real Madrid di Zidane: aver sempre vinto in partite ufficiali.
I ‘blancos’ dopo ben 16 risultati utili consecutivi, si sono arenati prima nel pareggio interno col Villareal, poi con il Las Palmas ed infine il 2-2 a Dortmund ha (per ora) aperto un ciclo di pareggi. In Spagna hanno già ribattezzato questo periodo del Real come “febbre gialla”, poiché Villareal, Las Palmas e Dortmund sono tutte accomunate tra loro dal colore giallo sulle loro maglie, davvero un incubo per Zidane.

Fino a ieri dunque, erano rimaste solo il City ed il Bayern a potersi vantare di averle vinte tutte e aver tra l’altro affrontato partite di una certa rilevanza, come il derby di Manchester o la Supercoppa tedesca.
Ma se per il Bayern Monaco la sconfitta di ieri contro l’Atletico (1-0 grazie al bel gol di Ferreira Carrasco) può essere attutita grazie all’attenuante di aver incontrato un’altra big di questo torneo, non si può dire lo stesso dei Citizens, che hanno messo in campo una rosa di tutt’altro livello rispetto agli scozzesi.

Per quanto riguarda i tedeschi, Ancelotti già all’inizio di questa stagione ha dato la sensazione, sul campo come anche alla stampa, di avere in mano il timone di questa squadra e di aver eliminato gli schemi di Pep dalle lavagnette tattiche. Riportare ognuno al suo posto e giocare con una normale difesa a quattro ha riportato certezze e garanzie ad uno spogliatoio formato da autentici senatori, che sanno guidare la squadra con il pilota automatico.
Ancelotti sembra doversi limitare a fare il “gestore” di una rosa davvero impressionante, che può reggere il confronto anche con Real Madrid e Barcellona.
Partito benissimo grazie alla vittoria in Supercoppa tedesca in casa del Borussia Dortmund,è tornato in Baviera con la coppa in mano e con uno 0-2 che ha dato a tutti la fortissima sensazione che anche per quest’anno in Bundesliga i padroni saranno di nuovo loro. Dopo quel match sono arrivate le vittorie contro lo Jena in Coppa di Germania, contro lo Schalke, il Werder Brema e l’Amburgo. Una serie di 9 vittorie consecutive che si è fermata ieri al “Vicente Calderon”. In pochi in Germania si auspicavano la vittoria in uno stadio così caldo, contro una squadra così calda, ma al tempo stesso si credeva nella voglia di rivalsa dell’ultima semifinale di Champions della stagione appena trascorsa, l’ultima di Guardiola trascorsa lì.

Proprio Guardiola era rimasto il solo a poter condividere questo record con Ancelotti e non è propriamente un caso che entrambe le squadre siano state o sono allenate dal tecnico catalano.
Guardiola, su tutti, è quello che ha sorpreso più di tutti in Inghilterra. I tabloid parlano già di una “Pep revolution” e gli sceicchi, proprietari del club non sono mai stati così contenti di aver speso 260 milioni di euro nell’ultima campagna acquisti (tralasciando poi l’oneroso stipendio del tattico ex Barcellona che va a percepire un salario di appena 15 mln €).
Stipendio che però merita tutto se riesce a far giocare così bene la sua squadra: 10 vittorie consecutive in tutte le competizioni, come direbbero in Inghilterra “ten in a row”, cose mai viste anche da quelle parti.
Dopo il sontuoso ingresso in Champions (6-0 il totale contro il modesto Steaua) la vera partita chiave è stata la super sfida tra lui e Mourinho nel derby di Manchester, vinto per 1-2 dal City naturalmente, che ha continuato anche dopo ad asfaltare avversari vincendo ogni match con 2-3 gol di scarto.
Ieri in molti addetti ai lavori avevano previsto un Celtic (e un Moussa Dembelè sempre più uomo del momento) abbastanza ostici, ma nessuno avrebbe mai potuto prevedere uno spettacolare 3-3.

Finisce qui dunque il sogno di questi due allenatori straordinari, che nel corso degli anni e dei cambi di panchina, non hanno mai smesso di vincere, portando con sé una mentalità da vincenti che non si acquista così per caso, ma apuunto, continuando a vincere e ad alzare trofei, cosa che molto probabilmente accadrà anche quest’anno.

  •   
  •  
  •  
  •